3 Ottobre, 2022

Coste a tutti i costi

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Perché è imprescindibile governare i territori demaniali di costa italiani secondo nuove e inedite scelte in termini di tutela ambientale, accessibilità e ridefinizione del rapporto tra bene pubblico e diritto d’impresa? Accadimenti recenti portano l’attenzione sul progetto urbanistico di vasti territori e innescano alcune riflessioni. Già è stato scritto del ritardo della disciplina che regola lo spazio demaniale e quanto sia necessaria una revisione degli strumenti di pianificazione comunali. Questo breve testo, insieme alla riproposizione di altri articoli già comparsi su DiTe nel numero Coste e Spiagge del mese di marzo scorso, ribadisce quanto sia necessario sviluppare una discussione multidisciplinare il più possibile allargata.

La “Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021” è stata approvata il 2 agosto in terza lettura al Senato della Repubblica. Le finalità del Disegno di Legge recano la tutela della concorrenza per promuoverne lo sviluppo, “contribuendo a rafforzare la giustizia sociale, migliorare la qualità̀ e l’efficienza dei servizi pubblici e potenziare lo sviluppo degli investimenti e dell’innovazione in funzione della tutela dell’ambiente, della sicurezza e del diritto alla salute dei cittadini” (art. 1).

Il Governo delegato, entro sei mesi dopo l’imminente e definitiva pubblicazione del Ddl, dovrà costituire e coordinare un sistema informativo di rilevazione delle concessioni di beni pubblici. Il Ddl autorizza la spesa di 1 milione di euro per l’anno 2022 e 2 milioni di euro per l’anno 2023 per la progettazione e la realizzazione del sistema informativo, oltre alla spesa di 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024 per la sua gestione, la sua manutenzione e il suo sviluppo (art. 2).

Ciò significa che a breve vi sarà una mappatura accompagnata da una nomenclatura standardizzata con l’identificazione delle “categorie di beni oggetto di rilevazione per classi omogenee di beni, in relazione alle esigenze di analisi economica del fenomeno”.

Ancora non è dato invece sapere nel dettaglio come si svolgeranno le procedure selettive per assegnare le concessioni e poco si evince a riguardo degli indennizzi ai concessionati uscenti da parte dei subentranti (art. 3 e 4). Le specifiche del caso saranno definite da uno o più decreti legislativi volti a riordinare e semplificare la disciplina in materia. Sembra certo che le procedure selettive sul territorio nazionale dovranno essere definitivamente concluse entro la fine del 2024.

In quattro articoli si esauriscono le decisioni del Governo che riguardano le concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per finalità turistico-ricreative e sportive, (ivi incluse quelle affidate ad associazioni e società senza fini di lucro, con esclusione delle concessioni relative ad aree, strutture e infrastrutture dedicate alla cantieristica navale, all’acquacoltura e alla mitilicoltura).

Il cosiddetto Ddl concorrenza è cosa buona e necessaria. Porta l’Italia più vicina agli standard europei e ci costringe a fare i conti con il nostro senso civico nel rispetto delle leggi. Questo va a nostro favore e ci mette alla prova su di un piano culturale.

Ma in attesa dei decreti legislativi che cosa succede? Che cosa succederà? È bene porre estrema attenzione a due recenti fatti di cronaca.

Il 26 luglio 2022 alcune ruspe autorizzate sono entrate sulla spiaggia di Casabianca nel Comune di Fermo per spianare l’arenile e permettere l’installazione delle strutture e il concerto tappa del tour musicale “Jova Beach Party”. È stato distrutto un lavoro di restauro ambientale avviato nel 2020 a seguito di una tappa dello stesso tour svoltosi nell’estate del 2019, che l’associazione ambientalista “TAG Costa Mare” e altre 15 associazioni locali e nazionali hanno subito denunciato citando il Comune di Fermo e depositando un esposto alla Procura della Repubblica.

Il 31 luglio 2022 nel Comune di Salve (Le) si è svolta una manifestazione pubblica di solidarietà a Giovanni Lecci, vicesindaco e delegato ai Lavori pubblici e all’Urbanistica, vittima di un attentato (incendio della sua abitazione il 24 luglio). Al centro della denuncia da parte delle istituzioni e delle molte personalità intervenute a favore del vicesindaco, compresi molti altri sindaci dei Comuni limitrofi, è stato indicato in modo esplicito il redigendo Piano delle coste del Comune di Salve.

Nel primo caso si presenta un evento privato che utilizza il suolo pubblico demaniale a fini commerciali gravando sul patrimonio naturale di un’area, e risulta più importante di qualunque norma di tutela, programma di conservazione, progetto di valorizzazione naturalistica; nel secondo caso vi è la messa in discussione attraverso gli strumenti di pianificazione di un’egemonia territoriale condotta all’oscuro di regole da parte di interessi malavitosi.

Pensando concretamente alla gestione dei territori costieri, è possibile costruire un terreno di confronto multidisciplinare il cui obiettivo sia la stesura di Piani particolareggiati degli arenili e delle coste di nuova generazione, in grado di regolare aspetti tanto delicati quanto urgenti dei litorali naturali e/o antropizzati? È importante un continuo confronto su questi urgenti e delicati temi.

Ulteriori approfondimenti

D’Ambros M. (2022). “Spiagge, il governo dei migliori chiederà un’ennesima proroga all’Europa?” gli Stati Generali;

D’Ambros M. (2021). “Quale sarà il futuro delle coste italiane?” gli Stati Generali

Matteo D'Ambros
Matteo D'Ambros
Architetto, PhD in urbanistica, insegna al Politecnico di Torino e all’Università Iuav di Venezia. Il suo percorso di ricerca e di lavoro si articola negli ambiti del progetto urbano e del paesaggio, con particolare attenzione alle trasformazioni, il riuso e la manutenzione degli spazi aperti. Nel 2016 ha co-curato la mostra "Up! Marghera on stage" alla XV Biennale Internazionale di Architettura di Venezia per l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Venezia. È co-fondatore del gruppo di azione ambientale Ground Action.

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