Le spiagge italiane costituiscono un capitale pubblico strettamente intrecciato con infrastrutture private e con il sistema urbano. La riforma delle concessioni demaniali solleva questioni complesse di valore economico, interesse pubblico e tutela ambientale. La gestione delle spiagge richiede un progetto integrato che includa spazi pubblici, infrastrutture leggere, servizi e percorsi pedonali, considerando la fragilità ecologica e sociale delle coste e ridefinendo la relazione tra città, spiaggia e comunità.
Le coste italiane costituiscono un patrimonio pubblico fragile, intrecciato a infrastrutture urbane e attività economiche stagionali. Gli arenili sono concepiti come una “città metromarina” lineare, con spazi di svago, infrastrutture leggere e natura che convivono armoniosamente. Interventi architettonici e urbanistici ridefiniscono gerarchie, relazioni sociali e qualità dello spazio costiero, garantendo sostenibilità, sicurezza territoriale e coesione tra città, spiaggia e comunità.
Alla luce del ritardo della disciplina che regola lo spazio demaniale di quanto sia necessaria una revisione degli strumenti di pianificazione comunali, la “Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021” porta l'Italia più vicina agli standard europei e ci costringe a fare i conti con il nostro senso civico nel rispetto delle leggi. Ma in attesa dei decreti legislativi che cosa succede? Si fa riferimento a due casi di cronaca: il Jova Beach Party sulla spiaggia di Casabianca e il Piano delle coste del Comune di Salve (LE).
Il dibattito sulle politiche di coesione in Italia ha spesso trascurato la dimensione urbana. La Strategia di Sviluppo Urbano Sostenibile (SUS), introdotta dall’UE nel quadro della Politica di Coesione nel ciclo 2014-2020, ha rappresentato un tentativo significativo di approccio place-based e programmatico alla rigenerazione urbana, anche nel nostro Paese. Nel 2014-2020, attuata in Italia tramite il PON “Città Metropolitane” e i POR regionali, ha coinvolto 246 comuni e mobilitato 2,87 miliardi di euro, più della “gemella” SNAI. Nel ciclo 2021-2027 le risorse raddoppiano, aprendo nuove prospettive per una politica integrata di rigenerazione urbana di carattere programmatico.
Il tema della rigenerazione urbana è da anni al centro delle politiche urbane in Europa e in Italia. Si tratta di un concetto polisemico, talvolta indefinito, che richiama l’idea di “rimettere in moto” l’esistente, riattivandone risorse e potenzialità. La rigenerazione urbana si configura come una policy complessa e multidisciplinare che, sul piano operativo, comprende un ampio spettro di interventi finalizzati al miglioramento della qualità della vita urbana. Tali processi non sono tuttavia privi di criticità: la rigenerazione può dirsi efficace solo se riesce a mantenere un equilibrio tra trasformazione urbana, inclusività sociale, tutela dell’identità locale e sostenibilità ambientale. In questo quadro emerge la necessità di sviluppare approcci valutativi capaci di analizzare in modo sistematico opportunità e rischi connessi agli interventi.
La valutazione di impatto nei progetti di rigenerazione urbana può diventare uno spazio di co-creazione del valore pubblico. Il caso GOCCIA a Milano — la bonifica di un'area contaminata attraverso Nature-Based Solutions — mostra come un framework articolato in cinque macroaree (rigenerazione ecologica, conoscenza scientifica, co-governance, comunicazione, crescita economica) consenta di confrontare dimensioni diverse di valore, costruire legittimità politica e orientare la governance futura, facendo emergere conflitti e possibilità di decisione collettiva.
La rigenerazione urbana può rafforzare la capacità dei quartieri di reagire alle crisi economiche? Il caso Ostiense–Marconi, a Roma, mette in relazione la trasformazione di un’area industriale in distretto della conoscenza con il ruolo svolto dal Progetto Urbano e dall’Università Roma Tre. Ne emerge una rigenerazione che non attenua gli shock nel breve periodo, ma che può sostenere una ripresa economica più rapida nel medio termine, contribuendo a rafforzare la resilienza urbana.
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