34. Coste a tutti i costi

La vera questione non è aste sì aste no, è lo statuto collettivo degli arenili

In Italia, la maggior parte delle spiagge è trattata come una risorsa commerciale anziché come un bene pubblico. Questo approccio ha condotto a una massiccia privatizzazione delle spiagge, soprattutto nelle zone con alta domanda sociale. Inoltre, ha trasformato una questione legata alla gestione di beni collettivi in un dibattito incentrato sul rinnovo delle concessioni o sulle loro aste. La gestione delle spiagge dovrebbe invece prioritariamente rispondere alle necessità della società, garantendo l'accesso gratuito e considerando anche gli aspetti ecologici. Questo potrebbe essere realizzato tramite una graduale riduzione delle concessioni nelle regioni con elevata richiesta e una ridefinizione delle tariffe per assicurare l'accessibilità per tutti.

Penisola felix. La costruzione di una città metromarina lineare

La Direttiva 2006/123/CE, cosiddetta Bolkenstein, “liberalizza” l’esercizio delle attività economiche con forti ripercussioni sulla regolamentazione italiana nel rilascio delle concessioni demaniali a finalità turistico-ricreative a operatori economici privati. Riflettere sul futuro delle coste implica aprire una discussione profonda e articolata capace di oltrepassare questioni specifiche e di svelare nuove potenzialità di vasti territori.

Quale futuro per le spiagge italiane? Intervista ad Antonio Calafati

È necessario mettere in moto una riflessione culturale ampia e integrata per declinare la complessità di una riforma in corso che riguarda gli arenili italiani. Per farlo è utile considerare la natura dei beni in gioco e il ruolo che l’investimento privato ha svolto in questi anni. La conversazione con Antonio Calafati verte su questi temi e affronti nodi spesso elusi nel confronto pubblico sul tema.

Le spiagge come servizio, metro-balneare e metro-marino

Entro il 2023 le concessioni balneari dovranno essere assegnate con gara. Come far sì che i bandi possano essere un’occasione per consolidare lo sviluppo sostenibile dei contesti metromarini? Sarà inoltre possibile dotare in un tempo utile la pianificazione particolareggiata degli arenili di contenuti per l’innovazione a guida delle proposte dei futuri concessionari?

Una difesa critica della spiaggia all’italiana

L'applicazione della Direttiva "Bolkenstein" è dannosa per le peculiarità locali, favorendo una competizione asimmetrica e la concentrazione di grandi gruppi finanziari. È necessaria una negoziazione collaborativa tra Stato, Regioni, Comuni e le categorie produttive per valorizzare il settore e rigenerare le spiagge italiane, coinvolgendo gli operatori turistici e incentivando gli investimenti per preservare il patrimonio comune, come accaduto nel Parco del Mare a Rimini.

Il futuro delle spiagge arriverà in pattino?

Nel futuro delle spiagge italiane si intravede un paesaggio sul nascere lungo quanto tutto il perimetro della costa italiana. Capace di tenere in equilibrio tutela del diritto allo spazio pubblico, nuovi costumi, nuovi bisogni, nuove forme di relazione urbana a valle della paura pandemica. E capace di generare una comunità permanente più dinamica, connessa e vocata a esperienze simultanee.

Coste a tutti i costi

Alla luce del ritardo della disciplina che regola lo spazio demaniale di quanto sia necessaria una revisione degli strumenti di pianificazione comunali, la “Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021” porta l'Italia più vicina agli standard europei e ci costringe a fare i conti con il nostro senso civico nel rispetto delle leggi. Ma in attesa dei decreti legislativi che cosa succede? Si fa riferimento a due casi di cronaca: il Jova Beach Party sulla spiaggia di Casabianca e il Piano delle coste del Comune di Salve (LE).

Il futuro delle spiagge. Innovare non solo è possibile, ma è ormai inderogabile

L’attuale situazione di incertezza in cui versa il comparto balneare a causa della procedura di infrazione avviata dalla Comunità Europea ha paralizzato l’intero settore diffondendo un senso di smarrimento e preoccupazione. Ora è il momento di costruire in maniera sinergica una riflessione che possa far comprendere come una vera innovazione sia indispensabile.

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