Alessandro Berton

Classe 1974. Imprenditore da sempre nel settore del turismo nella sua accezione più ampia, sia in Italia che all’estero, dalla direzione di strutture turistico-ricettive, al turismo nautico, sino ad approdare al turismo balneare sulla costa Veneta, dove per primo e con un approccio rivoluzionario ha sperimentato progettualità visionarie e innovative che sono diventate ben presto benchmark di settore. Presidente di Unionmare Confturismo Veneto, rappresenta gli operatori economici balneari del territorio, che costituiscono il fondamento su cui poggia il primato di Regione Veneto, autentico motore turistico d’Italia. Da anni nel board di “Venice Sands”, è coideatore del progetto di promozione della costa veneta che riunisce, sotto un unico brand e con la progettazione di iniziative sinergiche, le principali località balneari venete. Socio fondatore e Presidente di Dblido, società che dal 2023 ha avviato l’ambizioso progetto di rilancio della iconica spiaggia veneziana del Des Bains, tra le culle italiane della balneazione attrezzata, premiata nel 2025 quale miglior beach club del veneto e miglior beach club storico d’Italia. Socio fondatore e amministratore delegato del Casabianca Beach Club di Jesolo che ha ottenuto una concessione ventennale con il più ambizioso progetto di finanza della località. Nel 2023 è stato inserito dalla rivista Forbes nella classifica dei 100 top manager italiani.

Meno nostalgia e più innovazione: il futuro delle spiagge è adesso

Il dibattito sulla “crisi del turismo balneare” spesso si riduce a slogan e narrazioni politiche, ignorando le reali trasformazioni del mercato. Il settore non è in recessione, ma in profondo riassestamento, tra nuove abitudini di consumo, digitalizzazione e necessità di branding. Per restare competitivo servono investimenti, innovazione e una visione condivisa pubblico-privato, superando nostalgie e resistenze.

Il futuro delle spiagge. Innovare non solo è possibile, ma è ormai inderogabile

L’attuale situazione di incertezza in cui versa il comparto balneare a causa della procedura di infrazione avviata dalla Comunità Europea ha paralizzato l’intero settore diffondendo un senso di smarrimento e preoccupazione. Ora è il momento di costruire in maniera sinergica una riflessione che possa far comprendere come una vera innovazione sia indispensabile.

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Il patrimonio culturale come motore di sviluppo locale: quali opportunità e sfide?

Il patrimonio culturale, se adeguatamente valorizzato, può rappresentare un motore di sviluppo locale. Mettere la cultura al centro di politiche dedicate allo sviluppo significa puntare ad investire sulle specificità locali, sulle potenzialità delle risorse territoriali, sulle conoscenze, le capacità e il capitale sociale allo scopo di stimolare creatività, innovazione e progresso sostenibile. Le potenzialità del patrimonio culturale sono molteplici, come le sfide da affrontare per garantire strategie di valorizzazione lungimiranti ed efficaci.

Una Call per gli Autori

La rivista è aperta a coloro che ritengono di avere un contributo da offrire al dibattito. La collaborazione avviene promuovendo articoli di carattere puntuale e/o gruppi di articoli coordinati su un tema. I contributi hanno una lunghezza compresa tra quattro e seimila caratteri. Per ogni richiesta di approfondimento: info@dite-aisre.it

Dalla rigenerazione alla rimilitarizzazione delle ex caserme dismesse. Il caso della Caserma Trieste a Casarsa della Delizia

La storia dell’ex Caserma Trieste racconta le politiche atte a riscattare quest’area abbandonata per farne un modello utile a realtà simili. Purtroppo, nel quadro geopolitico grandemente mutato, l’importanza del confine nord-orientale italiano assume un nuovo ruolo e la retrocessione dei luoghi ex-militari alle comunità locali è più così certa.

Distanti ma vibranti. La capacità dei luoghi di adattarsi alla perifericità

In anni recenti molti esponenti del mondo accademico e tra i policy makers si sono schierati contro la narrazione dominante che le zone marginali siano destinate ad un inesorabile destino di abbandono e lenta scomparsa. Esistono in realtà alcuni territori, che abbiamo definito ‘vibranti’, capaci di resistere alla tendenza allo spopolamento adattandosi alla loro perifericità. Comprendere quali siano gli elementi esogeni, o quali le risorse endogene su cui hanno fatto perno, diviene un importante fattore di conoscenza per chi ha la responsabilità di proporre strumenti per promuovere la coesione territoriale e ridurre le disparità territoriali.

Il turismo tra cambiamento e ritorno al passato

Durante la pandemia, il settore del turismo ha vissuto tre fasi: il fermo improvviso, poi un breve periodo nel quale ha considerato il lockdown come un’opportunità per riformarsi in maniera sostenibile, ed infine la ripartenza tornando a correre più veloce di prima, con un impatto spesso pesante e disomogeneo sui territori turistici. Oggi, al settore turistico italiano manca ancora quella capacità di governo e di coordinamento delle destinazioni che la complessità del prodotto turistico rende necessaria.