Tag: Finanziarizzazione immobiliare

Per chi è Roma? Un modello di governo tra scelte e non-scelte

Il dibattito romano dell’estate 2026, dall’appello “Per chi è Roma?” al sequestro dell’Angelo Mai, dal Piano Caldo allo scontro sul Metropolitan, non costituisce una semplice somma di episodi, ma delinea un preciso modello di governo urbano. Emergono con chiarezza tanto le azioni dell’amministrazione quanto le sue omissioni: dai grandi progetti urbani alla regolazione degli affitti brevi, dalla mancata riforma della legge 104 alla persistente incertezza nel sostegno stabile agli spazi culturali indipendenti e ai poli civici. Dove il pubblico osa, come nel caso delle comunità energetiche solidali, appare possibile una logica alternativa. Altrove prevale la città come growth machine. Ne deriva una domanda che investe anche il mondo della ricerca: fino a che punto il lessico dell’impatto stia abituando accademici e studiosi a considerare il sociale e l’ecologico come elementi residuali, anziché come priorità, nell’epoca della policrisi.

I regimi territoriali della logistica: il caso dell’hinterland logistico alessandrino

La prospettiva dei regimi territoriali della logistica offre un’interpretazione efficace di casi come quello dell’hinterland logistico alessandrino, localizzato al baricentro del triangolo Industriale del nord-ovest italiano. Si nota come l’area abbia consolidato un’infrastruttura e un’industria dei trasporti pre-logistica durante l’industrializzazione novecentesca, grazie ad attori governativi e imprenditoriali locali; la successiva epoca di deindustrializzazione e sofferenza socioeconomica è invece caratterizzata dall’ingresso di attori della logistica globale e da una gestione finanziarizzata del parco immobiliare logistico. In questo regime logistico contemporaneo multiscalare e multipolare si nota l’attivismo di attori governativi, non-governativi e intermedi di scala perlopiù locale nella direzione di una valorizzazione della logistica quale risorsa per una rinascita economica dell’alessandrino.

Finanziarizzazione immobiliare e rigenerazione urbana: una direzione di ricerca necessaria

Ci sono buone ragioni per riprendere una riflessione intensiva sulla mutazione in corso nei processi di formazione e impiego dei capitali finanziari che maggiormente incidono sulla rigenerazione di città e territori. Nel testo, per motivarne la necessità, si prende spunto dall’insufficiente approfondimento delle nuove condizioni di pattuizione pubblico-privato per gli interventi sul patrimonio esistente e dalle difficoltà che riguardano il governo degli usi temporanei, in particolare degli affitti brevi investiti dalle logiche della rendita finanziaria.

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Montagne di case vuote

In Italia circa 9,6 milioni di abitazioni risultano non occupate, oltre un quarto del patrimonio residenziale. Il fenomeno è particolarmente concentrato nelle aree interne e montane, dove spopolamento, crisi del turismo, costi di ristrutturazione superiori al valore di mercato e successioni ereditarie complesse contribuiscono all’abbandono del patrimonio edilizio. Le case vuote riflettono trasformazioni demografiche, sociali ed economiche profonde, che hanno determinato una crescente sovrabbondanza dello stock abitativo rispetto alla domanda e reso obsoleta una parte del patrimonio esistente.

Se un paese cerca una strada, tra economia paziente, spopolamento ed energie da non sprecare

Un paese della Puglia riflette su come contrastare fenomeni di spopolamento ormai comuni a tanta parte dell’Italia, si misura con un paese vicino, caso di successo di quella che Paolo Manfredi nel suo libro “L’eccellenza non basta” chiama “economia paziente”. Il contrasto allo smottamento demografico, economico e immobiliare di tanta parte delle aree interne non si risolve con Grandi Piani, ma con un paziente lavoro di coltivazione e accompagnamento di progettualità ed energie sparute e sopite, senza sprecare nulla, perché anche piccoli progetti possono avere impatti significativi.

Il progetto “Valli Resilienti”: un’esperienza intersettoriale di rigenerazione delle aree interne in Regione Lombardia

Il progetto “Valli Resilienti”, cofinanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del programma “AttivAree” (2016-2019), si è proposto di promuovere lo sviluppo locale con un approccio intersettoriale volto a potenziare le risorse ambientali, economiche, sociali e culturali, nonché i legami di collaborazione, solidarietà e accoglienza dei territori della Valle Trompia e della Valle Sabbia. Le attività, guidate dalla Comunità Montana di Valle Trompia e sviluppate da un ampio partenariato costituito da enti istituzionali e del terzo settore, hanno cercato di stimolare la rigenerazione del territorio favorendo la sinergia tra le varie realtà identitarie locali.

Un welfare su misura per le aree demograficamente rarefatte

Le trasformazioni demografiche in atto in Italia hanno già, e avranno in un futuro molto vicino, importanti ricadute sulla coesione sociale. Richiedono attente valutazioni nel campo delle politiche di welfare e percorsi sperimentali da avviare in tempi rapidi. Perché non iniziare dai contesti territoriali in cui la presenza umana si è ridotta più marcatamente, nelle aree interne contrassegnate dalla rarefazione demografica? Servono un approccio place based e uno sguardo che fa del margine un osservatorio privilegiato per l’analisi di questioni che riguardano l’intero Paese.

Strategie per le aree interne: tra retorica del declino e infrastrutturazione comunitaria

Le aree interne italiane si trovano al centro di una contraddizione: considerate marginali dal nuovo PSNAI, mostrano invece segnali concreti di vitalità e innovazione. Non è il territorio a essere fragile, ma le politiche che lo attraversano. In opposizione a visioni tecnocratiche e assistenziali, emergono pratiche di rigenerazione fondate su comunità attive, governance plurale e nuovi modelli istituzionali capaci di generare sviluppo dal basso. La sfida è passare dal governo dei fondi alla governance delle comunità.