L’impatto economico del turismo nelle città è significativo. Emergono tuttavia preoccupazioni per gli effetti negativi a lungo termine, come l'overtourism e la diffusione di lavori scarsamente remunerati. Ancora, il turismo rischia di compromettere settori produttivi che letteralmente non trovano spazio nelle nostre città e di allontanare giovani e residenti. Regolamentare i flussi turistici e promuovere innovazione e sostenibilità appare dirimente per una crescita durevole sotto il profilo economico e sociale.
Negli ultimi anni, il mondo ha attraversato cambiamenti strutturali che sarebbero stati inimmaginabili solo cinque anni fa. La nuova politica commerciale concepita dall'Unione Europea rappresenta una reazione a questi eventi. All’interno del progetto Twin Seeds, grazie a simulazioni di un modello di previsione macroeconomica della crescita regionale, chiamato MASST, è emerso che lo scenario della Nuova Politica Commerciale europea rischia di essere caratterizzato da forte eterogeneità territoriale. In particolare, questa politica rischia di condurre ad aumenti delle disparità di reddito internazionali, più che compensate da riduzioni delle disparità di reddito intra-Paese. La riduzione delle disparità regionali registrata in questo scenario sarebbe tuttavia dovuta al rallentamento delle aree forti, con una conseguente peggior performance complessiva del sistema.
L'Emilia-Romagna è stata negli ultimi anni la regione più competitiva dell'economia italiana. Diverse imprese sono riuscite a integrare produzione e servizi con modelli di business avanzati, sfruttando competenze distintive, collaborazioni accademiche e finanziamenti europei. Fra gli elementi chiave del successo competitivo dell’Emilia-Romagna ci sono la presenza di imprese leader e di distretti manifatturieri di classe mondiale, la collaborazione con scuole tecniche e università, e un sistema finanziario collegato al territorio. Le politiche industriali e del lavoro hanno inoltre contribuito ad attrarre investimenti diretti esteri e ancorarli al territorio.
Il dibattito romano dell’estate 2026, dall’appello “Per chi è Roma?” al sequestro dell’Angelo Mai, dal Piano Caldo allo scontro sul Metropolitan, non costituisce una semplice somma di episodi, ma delinea un preciso modello di governo urbano. Emergono con chiarezza tanto le azioni dell’amministrazione quanto le sue omissioni: dai grandi progetti urbani alla regolazione degli affitti brevi, dalla mancata riforma della legge 104 alla persistente incertezza nel sostegno stabile agli spazi culturali indipendenti e ai poli civici. Dove il pubblico osa, come nel caso delle comunità energetiche solidali, appare possibile una logica alternativa. Altrove prevale la città come growth machine. Ne deriva una domanda che investe anche il mondo della ricerca: fino a che punto il lessico dell’impatto stia abituando accademici e studiosi a considerare il sociale e l’ecologico come elementi residuali, anziché come priorità, nell’epoca della policrisi.
Il concetto di finanziarizzazione è diventato centrale nello studio delle dinamiche tra mercati immobiliari e finanziari. Questa pratica coinvolge la trasformazione dei beni immobili in asset finanziari negoziabili, alterando la loro percezione e valore. Le implicazioni di questa evoluzione per lo sviluppo urbano evidenziano come le politiche pubbliche e le strategie di investimento si siano adattate a questa nuova realtà. Le tensioni tra le logiche territoriali e finanziarie emergono come questioni cruciali, sollevando interrogativi sulla sostenibilità e l'equità nei processi di urbanizzazione contemporanei
La rendita e la finanziarizzazione condividono meccanismi di produzione e cattura del plusvalore che determinano rilevanti impatti spaziali, sebbene si distinguano per risorse impiegate e tipo di relazioni sociali mobilitate. La comprensione di questi fenomeni richiede un'analisi integrata dei loro intrecci all'interno delle trasformazioni del capitalismo. La pianificazione spaziale, nonostante i suoi limiti operativi, deve riappropriarsi di una prospettiva critica sulla rendita, al fine di delineare alternative per lo sviluppo di città e territori e dare nuova legittimità, e senso, alla sua azione
Il recente attivismo regolatorio a livello nazionale, culminato con l’introduzione del CIN (Codice Identificativo Nazionale) e di alcune iniziative comunali – con i noti casi di Firenze, Venezia e Bologna – ha portato maggiore attenzione al fenomeno affitti brevi, con Airbnb attore principale di un mercato in costante espansione. Un'analisi dal 2017 al 2024 registra una crescita del 52% delle unità attive su Airbnb, con ricavi aumentati da 2,5 a 8,8 miliardi di euro. Nonostante l'inasprimento normativo, la reddittività e la professionalizzazione degli host suggeriscono che le misure attuali potrebbero rivelarsi insufficienti
Negli ultimi anni si sono moltiplicate esperienze in grado di coniugare attivismo, terzo settore e innovazione sociale nelle nostre città. Sono luoghi variamente denominati che hanno nella loro natura ibrida la loro caratteristica principale. A Milano, con un netto impulso durante la fase pandemica, gli spazi ibridi sono cresciuti e si sono affermati. E oggi possono essere valorizzati nelle politiche pubbliche se è vero che la città punta davvero a essere sempre più inclusiva e di prossimità.