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Strategie per le aree interne: tra retorica del declino e infrastrutturazione comunitaria

Le aree interne italiane si trovano al centro di una contraddizione: considerate marginali dal nuovo PSNAI, mostrano invece segnali concreti di vitalità e innovazione. Non è il territorio a essere fragile, ma le politiche che lo attraversano. In opposizione a visioni tecnocratiche e assistenziali, emergono pratiche di rigenerazione fondate su comunità attive, governance plurale e nuovi modelli istituzionali capaci di generare sviluppo dal basso. La sfida è passare dal governo dei fondi alla governance delle comunità.

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Coesione europea e sviluppo urbano sostenibile: ultimo treno per la programmazione delle politiche urbane?

Il dibattito sulle politiche di coesione in Italia ha spesso trascurato la dimensione urbana. La Strategia di Sviluppo Urbano Sostenibile (SUS), introdotta dall’UE nel quadro della Politica di Coesione nel ciclo 2014-2020, ha rappresentato un tentativo significativo di approccio place-based e programmatico alla rigenerazione urbana, anche nel nostro Paese. Nel 2014-2020, attuata in Italia tramite il PON “Città Metropolitane” e i POR regionali, ha coinvolto 246 comuni e mobilitato 2,87 miliardi di euro, più della “gemella” SNAI. Nel ciclo 2021-2027 le risorse raddoppiano, aprendo nuove prospettive per una politica integrata di rigenerazione urbana di carattere programmatico.

La rigenerazione urbana nelle strategie territoriali della Toscana

Il tema della rigenerazione urbana è da anni al centro delle politiche urbane in Europa e in Italia. Si tratta di un concetto polisemico, talvolta indefinito, che richiama l’idea di “rimettere in moto” l’esistente, riattivandone risorse e potenzialità. La rigenerazione urbana si configura come una policy complessa e multidisciplinare che, sul piano operativo, comprende un ampio spettro di interventi finalizzati al miglioramento della qualità della vita urbana. Tali processi non sono tuttavia privi di criticità: la rigenerazione può dirsi efficace solo se riesce a mantenere un equilibrio tra trasformazione urbana, inclusività sociale, tutela dell’identità locale e sostenibilità ambientale. In questo quadro emerge la necessità di sviluppare approcci valutativi capaci di analizzare in modo sistematico opportunità e rischi connessi agli interventi.

Misurare l’impatto della rigenerazione urbana: il GOCCIA a Milano

La valutazione di impatto nei progetti di rigenerazione urbana può diventare uno spazio di co-creazione del valore pubblico. Il caso GOCCIA a Milano — la bonifica di un'area contaminata attraverso Nature-Based Solutions — mostra come un framework articolato in cinque macroaree (rigenerazione ecologica, conoscenza scientifica, co-governance, comunicazione, crescita economica) consenta di confrontare dimensioni diverse di valore, costruire legittimità politica e orientare la governance futura, facendo emergere conflitti e possibilità di decisione collettiva.

Dalla rigenerazione urbana alla resilienza economica: il caso Ostiense-Marconi

La rigenerazione urbana può rafforzare la capacità dei quartieri di reagire alle crisi economiche? Il caso Ostiense–Marconi, a Roma, mette in relazione la trasformazione di un’area industriale in distretto della conoscenza con il ruolo svolto dal Progetto Urbano e dall’Università Roma Tre. Ne emerge una rigenerazione che non attenua gli shock nel breve periodo, ma che può sostenere una ripresa economica più rapida nel medio termine, contribuendo a rafforzare la resilienza urbana.

Una Call per gli Autori

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