Il progetto di car sharing condominiale per il quartiere INA Casa di Forte Quezzi, a Genova, è stato avviato nel 2024 da Genova Car Sharing per sperimentare un servizio rivolto a comunità ristrette di utilizzatori. Genova Car Sharing è la società del Gruppo Duferco che gestisce, dal luglio 2021, il servizio di car sharing Elettra nel Comune di Genova. Il servizio mette a disposizione circa 100 vetture elettriche.
Il quartiere INA Casa di Forte Quezzi, situato sulle alture tra Marassi e Quezzi e conosciuto come Il Biscione per la sua forma sinuosa, è stato selezionato per le sue specificità insediative e di mobilità. L’area target, Via Loria, dove vivono più di 300 famiglie, si trova in un complesso abitativo non distante dal centro città, ma periferico rispetto alle linee di trasporto pubblico ad alta intensità e caratterizzato da una limitata disponibilità di aree di parcheggio per le auto private.
L’idea di promuovere la mobilità condivisa parte da un dato ormai noto: un’auto privata rimane inutilizzata per gran parte del tempo. Nel frattempo, occupa spazio, genera costi e contribuisce alla congestione urbana. La sperimentazione di un servizio di mobilità condivisa dedicato a un singolo complesso residenziale consente di verificarne la fattibilità tecnica, economica e sociale. Tra le finalità del progetto rientrano:
- la riduzione del parco auto privato;
- l’ottimizzazione degli spazi di sosta;
- la riduzione dei costi di mobilità;
- la promozione della mobilità elettrica;
- la creazione di modelli replicabili in altri contesti urbani e nelle Comunità Energetiche Rinnovabili;
- il coinvolgimento diretto degli utilizzatori nella definizione del regolamento d’uso e nella manutenzione del veicolo, con un ruolo di co-gestione del servizio.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Elettra, Duferco Energia, il Comune di Genova e il Dipartimento di Economia dell’Università di Genova, che ha curato l’analisi della domanda di mobilità dei residenti. Un ruolo rilevante è stato svolto anche dall’amministratore del condominio, che ha favorito la condivisione dello schema di progetto con i residenti, portando il tema della mobilità condivisa nelle riunioni condominiali e comunicando le diverse fasi dell’iniziativa in una logica di trasparenza e costruzione dal basso.
La prima indagine, condotta nell’aprile 2024 tra i residenti del Biscione e progettata dall’Università di Genova, ha evidenziato un interesse dei residenti verso forme di mobilità condivisa. Le principali evidenze dell’indagine possono essere sintetizzate come segue:
- il 26% dei rispondenti non possiede un’auto;
- il 48% considera l’auto indispensabile per muoversi in città;
- la percorrenza media è pari a 10.000 km/anno per la prima auto e a 8.000 km/anno per la seconda;
- il 78% vorrebbe provare il car sharing, ma non ne ha mai avuto occasione;
- le principali motivazioni all’adozione del servizio riguardano ecologia e socialità;
- oltre il 40% ritiene possibile eliminare una delle proprie auto grazie al servizio.
Sulla base delle risposte al questionario e delle esigenze rilevate, è stata messa a disposizione un’auto elettrica di media cilindrata in uno stallo su suolo pubblico allestito dal Comune di Genova. Durante la prima fase pilota, nel secondo semestre 2024, è stata prevista una tariffa di utilizzo pari a 2 euro all’ora. Il servizio è stato attivato in modalità station-based: l’auto viene prenotata, aperta tramite Bluetooth o QR code, utilizzata e riconsegnata nello stesso parcheggio. Durante i primi mesi di sperimentazione, la quota fissa è stata azzerata: gli utenti hanno pagato solo una tariffa oraria, con la possibilità di ottenere ore gratuite contribuendo alla gestione dell’auto attraverso lavaggi, ricariche e piccoli spostamenti operativi.
Dopo il primo periodo di test, era prevista l’introduzione di una quota fissa nei costi condominiali, da ripartire in parti uguali tra tutti i residenti, accanto alla tariffa variabile d’uso. Nella fase successiva, tuttavia, il sostegno di Coop Liguria ha consentito di mantenere il canone mensile gratuito, evitando l’introduzione di un costo condominiale aggiuntivo.
Uno degli elementi caratterizzanti del progetto è la dimensione partecipativa. I residenti non sono soltanto utenti, ma partecipano alla co-gestione del servizio. L’80% dei partecipanti ha svolto almeno una mansione di gestione dell’auto; chi ha effettuato ricariche o lavaggi ha valutato positivamente l’esperienza.
Il regolamento d’uso è stato costruito insieme ai condomini, che hanno contribuito a definire limiti, priorità, penali e modalità di utilizzo. Questo processo ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza e la responsabilità condivisa. I risultati raccolti nei primi dodici mesi mostrano un buon livello di utilizzo del servizio:
- 27 utenti iscritti al gruppo iniziale;
- 644 corse totali;
- 16.000 km percorsi;
- 2 utilizzi medi al giorno;
- 26 km di distanza media per corsa;
- 3,5 ore di durata media per corsa;
- 1,8 tonnellate di CO₂ risparmiate.
Questi risultati non vanno letti soltanto come indicatori di utilizzo del servizio, ma come segnali della possibile trasformazione del rapporto tra abitare e mobilità. Il dato sui due utilizzi medi giornalieri, riferito a una sola auto e a una comunità residenziale circoscritta, mostra che la domanda di mobilità condivisa può emergere anche fuori dai modelli urbani di larga scala, quando il servizio è vicino, riconoscibile e costruito attorno a bisogni quotidiani. Allo stesso tempo, la partecipazione degli utenti alla gestione dell’auto segnala che il valore del progetto non risiede solo nella disponibilità del mezzo, ma nella costruzione di una forma organizzativa condivisa. In questo senso, il car sharing condominiale non rappresenta semplicemente una variante locale del car sharing tradizionale, ma una possibile infrastruttura di prossimità, capace di mettere in relazione mobilità, spazio residenziale e comunità. I dati confermano la capacità del servizio di rispondere a diverse esigenze quotidiane dei residenti, tra cui commissioni, visite, spostamenti brevi e medi e attività nel tempo libero.
La seconda fase del progetto ha introdotto una novità rilevante: la partecipazione di COOP Liguria come partner e sponsor. Questo ha permesso di confermare il modello tariffario della fase pilota, senza introdurre un costo condominiale aggiuntivo da ripartire tra tutti i residenti. Il car sharing condominiale si propone così come un servizio di prossimità, attivato insieme agli utilizzatori e costruito a partire dalla verifica della domanda, dei costi di gestione e della sostenibilità economica nel tempo, non solo dalla disponibilità iniziale di fondi.
Il progetto del Biscione mostra che la mobilità sostenibile non è solo una questione tecnologica, ma riguarda anche pratiche d’uso, fiducia e organizzazione collettiva. Quando una comunità condivide un’auto, sperimenta anche un diverso rapporto con lo spazio pubblico, con i tempi d’uso del veicolo e con le relazioni di prossimità. Il caso genovese mostra così come anche nei quartieri residenziali popolari possano svilupparsi forme di innovazione sociale legate alla mobilità condivisa.
Il car sharing del Biscione si inserisce in un progetto più ampio. Duferco ed Elettra stanno lavorando a nuove attivazioni in altri quartieri genovesi – Pegli 2, Torre Cantore, Begato, Quarto Alta, Prà – e nelle Comunità Energetiche Rinnovabili, dove la condivisione dell’energia può affiancarsi a soluzioni di mobilità sostenibile orientate ad accessibilità e benessere collettivo.


