Tag: regimi territoriali della logistica

Sviluppo infrastrutturale e regimi territoriali della logistica

Negli ultimi decenni la crescita della logistica ha trasformato profondamente le regioni urbane, ridefinendo spazi, gerarchie e modelli di consumo di suolo. Paesaggi operazionali costellati di magazzini e infrastrutture sono le nuove centralità del capitalismo globale, sostenuti da coalizioni pubblico-private e da politiche infrastrutturali selettive. Il concetto di regimi territoriali della logistica aiuta a leggere questo fenomeno in chiave critica, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo di riflessioni operative utili al governo del territorio.

I regimi territoriali della logistica: il caso dell’hinterland logistico alessandrino

La prospettiva dei regimi territoriali della logistica offre un’interpretazione efficace di casi come quello dell’hinterland logistico alessandrino, localizzato al baricentro del triangolo Industriale del nord-ovest italiano. Si nota come l’area abbia consolidato un’infrastruttura e un’industria dei trasporti pre-logistica durante l’industrializzazione novecentesca, grazie ad attori governativi e imprenditoriali locali; la successiva epoca di deindustrializzazione e sofferenza socioeconomica è invece caratterizzata dall’ingresso di attori della logistica globale e da una gestione finanziarizzata del parco immobiliare logistico. In questo regime logistico contemporaneo multiscalare e multipolare si nota l’attivismo di attori governativi, non-governativi e intermedi di scala perlopiù locale nella direzione di una valorizzazione della logistica quale risorsa per una rinascita economica dell’alessandrino.

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Nature-based solutions e rigenerazione urbana: pratiche e modelli di collaborazione verso una governance condivisa

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Nuove sfide della valutazione economica per progetti nature-based: dal valore sociale complesso al valore ecosistemico totale

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Il confine tra natura e artificio è sempre meno netto nel progetto architettonico e urbano. Soluzioni basate, derivate e ispirate alla natura integrano processi ecologici e innovazione tecnologica attraverso forme differenti di ibridazione. La sostenibilità di un intervento, tuttavia, non dipende dal suo grado di naturalità, ma dalla qualità delle relazioni tra componenti naturali, dispositivi tecnici e contesto. Prestazioni ambientali, biodiversità, ciclo di vita, benessere e qualità spaziale diventano così criteri fondamentali per orientare le scelte progettuali e valutarne gli effetti nel tempo.