Nell’edizione 2026 del rapporto del World Economic Forum (WEF), le Soluzioni Basate sulla Natura (NBS) sono indicate tra le strategie per far fronte alle odierne sfide climatiche. Le NBS possono essere configurate come azioni e strumenti infrastrutturali da integrare nella pianificazione urbana e territoriale, per migliorare la resilienza climatica e la qualità della vivibilità urbana. Rappresentano azioni strategiche di restauro e di recupero ambientale, efficienti in termini di risorse e adattabili a livello locale, che utilizzano elementi, sistemi e processi naturali ispirandosi al funzionamento naturale degli ecosistemi (Ispra, 2021). L’adozione delle NBS contribuisce inoltre al raggiungimento degli obiettivi definiti dal *Kunming-Montreal Global Biodiversity framework (GBF) *al 2050, un percorso ambizioso per potenziare spazi verdi e blu nelle aree urbane, migliorandone qualità, connessione ecologiche e accesso ai cittadini.
Tuttavia, un’integrazione concreta delle NBS nella pianificazione urbana richiede capacità istituzionali e cooperative, con strumenti di governo che accompagnino gli interventi nel lungo periodo. Il ciclo di vita di una NBS si estende ben oltre la fase di realizzazione e comprende attività di gestione, manutenzione e monitoraggio. Si tratta di aspetti cruciali che richiedono di essere affrontati attraverso adeguati assetti di governance con chiarezza di ruoli ed obiettivi, risorse dedicate e continuative, per una gestione adattiva nella fase di post-implementazione. Le politiche urbane per le NBS tendono a concentrare maggiormente attenzione alla scala spaziale, competenze e risorse nelle fasi di progettazione e implementazione, mentre la fase di post-implementazione, durante la quale le NBS devono essere gestite, mantenute, adattate e ancorate istituzionalmente, riceve ancora un’attenzione residuale. In particolare, rispetto alle infrastrutture grigie tradizionali, la manutenzione delle NBS è spesso caratterizzata da una minore chiarezza nella definizione di ruoli e responsabilità. Inoltre, i cicli decisionali tipici delle amministrazioni comunali non sempre si conciliano con le esigenze di lungo termine.
La governance della fase post-implementazione rappresenta un elemento cruciale, e richiede modelli collaborativi capaci di coinvolgere una pluralità di attori. Lo mostra, ad esempio, l’integrazione della biodiversità nella pianificazione urbana, un ambito in cui l’azione politica e tecnica deve istituzionalizzare le pratiche di gestione, valorizzare il contributo delle competenze esperte e attivare processi inclusivi di cura degli spazi urbani. Tuttavia, la governance condivisa a livello urbano resta tutt’ora uno dei *”fenomeni invisibili” *della trasformazione urbana (Balducci, 2024). Porta con sé incertezze strutturali che richiedono spesso negoziazioni multi-attore e multisettoriali. Per indagare questa dimensione, diversi studi hanno analizzato la governance nella pianificazione attraverso approcci place-based, intraprendendo percorsi specifici con diversi meccanismi e strumenti partecipativi, tra cui pratiche di co-design e co-progettazione finalizzate a rispondere ai diversi bisogni locali emersi.
La governance condivisa è uno dei catalizzatori fondamentali per agevolare la pianificazione inclusiva per le NBS nella biodiversità urbana. Nel panorama italiano ed europeo, sono ancora limitate le città che sono riuscite ad integrare e far efficacemente aderire le NBS alla pianificazione urbana, in linea con il regolamento dell’Unione Europea sul Ripristino della Natura (NRL) per il 2030, e che impiegano meccanismi di governance condivisa per affrontare le sfide locali. La governance condivisa, coinvolgendo i cittadini oltre i limiti dell’istituzione pubblica, crea valore aggiunto a vantaggio di tutti i partecipanti del processo decisionale. Diversi attori coinvolti approntano partnership innovative atte a guidare la trasformazione dei processi decisionali, per risolvere problemi complessi di natura politica e ambientale, che comportano coordinamento tra livelli di governance e tra attori pubblici, privati e società civile. Una governance condivisa offre vantaggi concreti alle amministrazioni pubbliche, il coinvolgimento di attori privati, ad esempio, può contribuire a compensare i vincoli di budget e la scarsità di risorse.
Tra i casi di particolare interesse, il Comune di Trento ha approvato nel dicembre 2024 il Piano del Verde. La partecipazione del Comune di Trento al progetto europeo Horizon EU – Selina (dal 2022), ha permesso di accompagnare il percorso di costruzione del Piano, traendo anche vantaggio del coevo progetto europeo Horizon EU – BioValue (dal 2023), seguito dall’Ufficio riqualificazione e sviluppo urbano del Comune e dedicato alla riqualificazione territoriale del torrente Fersina con attività di coinvolgimento e partecipazione della cittadinanza. Per meglio connettere la dimensione di partecipazione e governance condivisa alla riqualificazione ambientale, il Comune di Trento ha così valorizzato una rete di collaborazione con le scuole che si prendono cura delle aree dei giardini (ad esempio il “Giardino degli aromi”) legati al torrente Fersina. Per accompagnare il progetto è stato redatto un “Manifesto di riqualificazione della Fersina”, che guida il processo di implementazione degli interventi promuovendo ulteriori ingaggi degli attori. Nel contesto del consolidamento e della creazione di una strategia di partecipazione pubblica e comunicazione riguardo i Piani della natura, un elemento chiave a cui si riferisce il Piano del verde urbano di Trento è l’avvio di progetti di co-creazione legati alla governance territoriale (Mahmoud, 2026).
Anche nella città di Mannheim in Germania, le strategie in atto riflettono la convinzione che la trasformazione sistemica debba partire da cittadini, comunità e imprese locali. Ciò si ravvede osservando la loro strategia municipale per la biodiversità, sviluppata attraverso processi di co-creazione con l’obiettivo di rafforzare nel lungo periodo la diversità biologica di Mannheim. Le azioni si articolano in diverse categorie di intervento, quali la riqualificazione dei corsi d’acqua, gestione della fauna selvatica, promozione della biodiversità urbana e tutela e conservazione delle specie. Si configura così un percorso sociale ed ecologico capace di innescare una trasformazione ampia e complessa, tanto più significativa in un contesto urbano segnato da una forte eredità industriale. Lo stesso approccio è stato adottato nel caso di Emscherland, nella città di Dortmund, all’interno di un vasto parco regionale che funge da spina dorsale verde della Metropoli della Ruhr (fig.1). Con un’estensione di circa 450 chilometri quadrati, è il più grande parco regionale d’Europa. Quella che un tempo era la “cintura industriale” tedesca, dominata dall’estrazione del carbone e dalla produzione siderurgica, è stata trasformata in un enorme spazio pubblico decentralizzato. Il parco collega 17 città post-industriali lungo il percorso del fiume Emscher, oggetto di un’importante opera di riqualificazione.

L’integrazione concreta delle NBS nella pianificazione urbana richiede assetti di governance adeguati, attenti a un ciclo di vita che si estende ben oltre la fase di realizzazione. La governance condivisa, capace di coinvolgere una pluralità di attori, agisce da catalizzatore di buone pratiche per la biodiversità urbana. Non si tratta solo di una necessità strutturale, che porta benefici tangibili, ma anche di un’esigenza normativa alla luce degli obiettivi della NRL al 2030.
In Europa gli esempi sono ancora limitati, ma offrono prospettive incoraggianti per la gestione di lungo periodo. Emscherland a Dortmund rappresenta un esempio significativo di gestione permanente multilivello ormai consolidato, che ha reso possibile una trasformazione profonda dell’area. Manheim, con la sua strategia inclusiva per la biodiversità urbana, costituisce un caso in via di sviluppo, di cui sarà necessario verificare nel tempo l’evoluzione della governance collaborativa.
Le esperienze analizzate mettono in luce alcuni elementi chiave. Il caso di Trento mostra quanto l’efficacia dipenda da condizioni specifiche: competenze pregresse, alleanze con istituzioni di ricerca, processi reiterati di co-creazione per consolidare i modelli. È dunque necessario ampliare queste esperienze, attraverso ricerche sulla governance condivisa, capaci di colmare le lacune conoscitive e ridurre le incertezze che ancora ostacolano la diffusione dei modelli di collaborazione. Serve poi un impegno concreto nel sensibilizzare le amministrazioni, rendendo esplicite le ragioni e i vantaggi di questo approccio, tra cui una maggiore accettazione sociale delle NBS nei territori. Occorre infine, da un lato, sostenere l’innovazione di queste pratiche attraverso analisi approfondite dei casi più avanzati e, dall’altro, garantire un lavoro place-based costante.
Ringraziamenti
Vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine a tutte le autrici e a tutti gli autori con cui abbiamo collaborato nell’organizzazione della sessione More than Just NBS durante la conferenza NMP: International Symposium, svoltasi a Reggio Calabria nel maggio 2026. I loro preziosi contributi hanno reso possibile la realizzazione di questo numero speciale dedicato alle Nature-Based Solutions (NBS).
Approfondimenti
- Balducci, A. (2024). Planning for the unseen. In Francesco. Curci & Daniele. Chiffi (Eds.), Fragility and Antifragility in Cities and Regions (pp. 58–70). Edward Elgar Publishing. https://doi.org/10.4337/9781035312559.00012.
- ISPRA, 2021. Periodici tecnici (Reticula), Numero Monografico, Nature-Based Solutions e territorio: prendersi cura della Natura con la Natura. 28/2021, ISSN: 2283-9232
- Kunming-Montreal. Global Biodiversity Framework. (2021). In: Draft Decision Submitted by the President. Convention on Biological Diversity. MONTREAL.
- Mahmoud, 2026. Percorso di coinvolgimento e di collaborazione del Piano del verde di Trento e Manifesto di riqualificazione della Fersina, Comune di Trento. P45. a cura di Pastore, M.C., Lapenna, A., Lazzarini, L., Mahmoud, I., Sandulli, M., Zanotto, F. (2026), Linee guida per i Piani urbani della natura, Roma: CNR Edizioni. ISBN Edizione stampa 978 88 8080 861 9 – Edizione digitale 978 88 8080 862 6


