3 Ottobre, 2022

La trasformazione digitale delle imprese e il ruolo del territorio

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Lo scenario tecnologico legato alla quarta rivoluzione industriale promette impatti radicali nell’organizzazione dei processi produttivi così come nelle scelte di localizzazione della produzione. Se l’impatto delle tecnologie 4.0 è stato ampiamente documentato nella grande impresa, rimane da capire in che modo il paradigma tecnologico emergente trasformerà il modello economico delle piccole e medie imprese manifatturiere. È legittimo chiedersi in che misura e a quali condizioni queste tecnologie contribuiranno ad aumentare la loro competitività innovando i processi produttivi e contribuendo all’evoluzione di modelli di business consolidati. Altrettanto importante è domandarsi quale sarà l’impatto del digitale sulla nuova geografia della crescita determinata dalla piccola e media impresa.

Una prima serie di dati raccolti a cavallo fra il 2019 e il 2021 consente di mettere a fuoco alcuni aspetti distintivi dei percorsi di adozione delle tecnologie riconducibili all’industria 4.0. Una rilevazione ad ampio spettro sul mondo delle PMI evidenzia un universo differenziato di atteggiamenti imprenditoriali rispetto alle tecnologie. A fronte di imprese poco inclini all’investimento, un gruppo significativo di imprese manifatturiere (il 25% del campione preso in esame) ha già dimostrato di saper cogliere il potenziale della rivoluzione tecnologica 4.0 sviluppando un percorso di trasformazione originale.

Figura 1 – Industria 4.0 @Aksilia Group

Le performance economiche delle PMI innovatrici (crescita del fatturato, crescita della marginalità) sono positivamente correlate con la disponibilità a investire. L’impatto della tecnologia non è solo legato a efficienza e flessibilità produttiva. Riguarda anche la possibilità di arricchire l’offerta con un pacchetto di servizi che oggi rende le imprese più competitive perché più consapevoli delle esigenze della propria clientela.

Per quanto riguarda la dimensione territoriale, gli studi sui sistemi regionali dell’innovazione enfatizzano il ruolo del contesto locale come fattore decisivo nel facilitare l’accesso dell’impresa alle conoscenze chiave per i loro processi di innovazione. I due studi condotti fra il 2019 e il 2020 confermano queste tesi mettendo chiaramente in evidenza il ruolo dei servizi e delle risorse umane come fattori chiave per la crescita. Le imprese che adottano ed ottengono benefici sviluppano relazioni proficue con operatori dell’innovazione a livello territoriale (KIBS – knowledge-intensive business service) in grado di accompagnarle nella scelta e nella realizzazione di progetti industria 4.0. Per contro, la mancanza di profili professionali da coinvolgere costituisce oggi una priorità ampiamente condivisa.

Figura 2 – @Industria Italiana

Un elemento da evidenziare riguarda i contesti distrettuali. Le imprese inserite in sistemi produttivi distrettuali mostrano di adottare le tecnologie in modo coerente con le specificità del modello distrettuale. Tali imprese evidenziano di saper selezionare quelle tecnologie – non necessariamente tante, ma anche una o due entro il portafoglio di soluzioni 4.0 – coerenti con il proprio prodotto e processo produttivo. Le peculiarità distrettuali non vengono stravolte da tecnologie orientate alla smart factory. Al contrario un’analisi del processo di investimento delle imprese distrettuali specializzate nei settori del Made in Italy sottolinea la capacità delle imprese anche piccole – spesso anche artigiane – di identificare le tecnologie che più sono in grado di sostenere le potenzialità di personalizzazione del prodotto, coerenti con le esigenze di interazione con i clienti e di flessibilità che hanno rappresentato la cifra distintiva delle produzioni italiane.

La ricerca evidenzia che le aziende specializzate in settori diversi dovrebbero considerare differenti percorsi di adozione e tecnologie che si adattano alla loro strategia e peculiarità di business, piuttosto che realizzare una strategia di investimento estensiva, orientata a coprire tutto il ventaglio tecnologico disponibile. Soprattutto, emerge in maniera chiara come la varietà degli attori dell’ecosistema regionale dell’innovazione condizioni gli investimenti di Industria 4.0. In chiave di policy queste due evidenze principali possono contribuire a sviluppare politiche place-based coerenti con le specificità territoriali.

Per ulteriori approfondimenti

Bettiol M., Capestro M., Di Maria E. (2022). Industry 4.0 Adoption in Manufacturing SMEs: Exploring the Role of Industry and Regional Scale in Northern Italy. Milano: Scienze Regionali, 1, 83-110 – https://www.mdpi.com/2071-1050/14/1/478

Marco Bettiol, Mauro Capestro, Eleonora Di Maria
Marco Bettiol, Mauro Capestro, Eleonora Di Maria
* Marco Bettiol - Professore associato di Economia e Gestione delle imprese presso il dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno” dell’Università di Padova. Insegna Internet Marketing e Strategia d’Impresa. Nel 2015 ha pubblicato "Raccontare il Made in Italy. Un nuovo legame tra cultura e manifattura" (Marsilio) * Mauro Capestro - Professore di Marketing esperienziale presso Università degli Studi di Padova con Master in Marketing Comunicazione d’Impresa e Pubblica. PhD presso l’Università del Salento, è assegnista di ricerca presso l’Università di Padova per il progetto sull'adozione delle tecnologie Industria 4.0 e i processi di digitalizzazione delle PMI italiane. * Eleonora Di Maria - Professoressa ordinaria di Economia e Gestione delle Imprese all’Università di Padova. Insegna Relational Marketing, Global Firms and Global Value Chains e Governo e Gestione delle Aziende 2. I suoi interessi di ricerca riguardano i processi di innovazione delle imprese e dei sistemi produttivi locali, con particolare attenzione ai processi strategici e di innovazione digitale.

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