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Se i giovani diventano protagonisti della rigenerazione dei territori

Due progetti avviati da Fondazione Riusiamo l’Italia in Basilicata nel 2022 per sperimentare nei territori rurali del Mezzogiorno metodi e approcci sul riuso creativo, temporaneo e partecipato. Il primo progetto denominato “Mappa delle opportunità ritrovate” è attuato per conto del GAL Cittadella del Sapere consiste in un processo di mappatura del patrimonio dismesso o sottoutilizzato. Il secondo progetto intitolato “Next Generation - Sant’Arcangelo Hub Giovani” ha lo scopo di valorizzare il talento e le competenze di giovani che possano supportare progetti di innovazione in campo sociale, culturale, ambientale e turistico. Le due esperienze definiscono un approccio ad alta vocazione generativa che richiede limitate risorse di adattamento sulle “cose” e maggiori investimenti sulle persone e sulle comunità, sul loro empowerment e sulla propensione a costruire nuovi modelli di sviluppo durevole e sostenibile.

Senza valore, senza plusvalore e senza uso. Il patrimonio fuori dalla rigenerazione

Negli ultimi decenni la rigenerazione ha assunto un ruolo primario nelle politiche urbane, divenendo rapidamente egemone tra le strategie destinate al patrimonio esistente. Tuttavia, non tutto ciò che è dismesso può essere rigenerato e sono molte le condizioni territoriali nelle quali la prospettiva della rigenerazione è illusoria e retorica. Quali sono le criticità, quali le potenzialità e quali le sfide per questi patrimoni?

Il ruolo della rendita urbana nelle dinamiche di contrazione insediativa

Il contributo riflette sull’attualità del tema della rendita urbana nel governo dei processi di rigenerazione degli insediamenti esistenti, sottolineando l'esigenza di approcci e strumenti orientati al riequilibrio delle disuguaglianze socioeconomiche e territoriali tra poli urbani e metropolitani e contesti marginali in contrazione.

La cura nella rigenerazione

A partire dalle tesi sostenute della "Città senza valore" è possibile delineare un nuovo spazio del diritto che sia capace di intercettare le energie civili e sociali presenti nei territori per attribuire un nuovo significato alla rigenerazione: un esempio è costituito dall’amministrazione condivisa.

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La cura al centro, per un abitare collaborativo

La domesticizzazione della donna mediante l’attribuzione di una presunta maggiore propensione nella gestione dei lavori domestici ma anche nella decorazione della casa è, sin dalla sua nascita, un processo essenziale per la sopravvivenza del capitalismo. L’abitare collettivo e collaborativo si offre come un bisogno, uno strumento di liberazione delle donne e come strategia di riformulazione di un abitare più affine alla condizione familiare e affettiva contemporanea.

Una lettura socio-ecologica dell’abitare

Un’ampia letteratura scientifica, da tempo, affronta le questioni abitative attraverso la lente della crisi in connessione al progresso capitalistico. L’attuale crisi climatica e le sue ricadute territoriali ci pongono di fronte all’urgenza di affrontare le questioni abitative in modo da stimolare un abitare più in equilibrio con i valori ecologici e benessere di tutti.

I conflitti tra la sostenibilità urbana e l’accesso alla casa in Norvegia

Il concetto di sostenibilità urbana, come ampiamente discusso soprattutto nella letteratura su ecologia politica e giustizia ambientale e sociale, è da una parte politicamente molto efficace, dall’altra ricco di conflitti e contraddizioni. A livello globale, la sostenibilità è diventata concetto e obiettivo dominante di politiche urbane ed è spesso usata come strumento di place branding per attrarre investimenti ed accrescere la competitività economica al livello internazionale. Attraverso il caso di Oslo, più volte riconosciuta come esempio internazionale di città “green” e sostenibile, in questo breve contributo si esplora come la prioritizzazione della retorica ambientale abbia trascurato diversi aspetti di sostenibilità sociale, in particolare in termini di accesso alla casa.

Le politiche di sviluppo nelle grandi aree dismesse

Partendo dalla promozione del turismo e dall’implementazione di mega-progetti di trasformazione urbana, alcune riflessioni e contraddizioni che caratterizzano lo sviluppo urbano, tra obiettivi mirati ad aumentare la competitività dei territori e a rispondere ai bisogni reali locali. Lo scopo finale è far emergere alcune questioni generali che interrogano la capacità delle politiche e della Politica di governare lo sviluppo a partire dai territori.

Il progetto Sentieri Ponti e Passerelle per il diritto alla crescita e allo studio

In diverse città italiane, è ben noto il fenomeno dei ragazzi in condizioni NEET che patiscono condizioni di disagio e implicano un problema per il futuro del paese. Il progetto Se.Po.Pas in corso di realizzazione a Napoli, Reggio Calabria e Messina, selezionato e finanziato da Impresa Sociale con i Bambini è una delle pratiche di innovazione sociale in cui è implicata l’università che prova una particolare pratica di public engagement.