Bruno Barel

Professore di Diritto dell’Unione europea nell’Università di Padova. Docente al Master Giurista Internazionale d’Impresa e in varie Scuole di specializzazione nelle professioni legali. Avvocato, socio fondatore dello Studio legale associato BM&A ove opera prevalentemente nei settori del diritto amministrativo, internazionale e civile, coordina iniziative di valorizzazione immobiliare e rigenerazione urbana, di PPP e project finance, cura servizi innovativi per il settore agroalimentare e nell'e-commerce. Componente del comitato scientifico dell’Osservatorio nazionale del diritto di famiglia e della Fondazione Francesco Fabbri. Redattore della rivista Diritto del Commercio Internazionale. Componente di commissioni di studio per iniziative legislative in sede statale e regionale. Autore o curatore di numerose pubblicazioni scientifiche o divulgative, tra le quali sette Commentari dedicati alle principali leggi della Regione Veneto in materia urbanistica e commerciale. Procuratore della Basilica di San Marco.

La concorrenza arriva sulle spiagge. In gara le concessioni demaniali marittime

Tanto rumore per nulla. Il Consiglio di Stato, di fronte ad un Parlamento propenso a prorogare all’infinito lo status quo delle spiagge, ha ripristinato la legalità e applicato le regole dell’Unione europea sulla concorrenza. Le concessioni balneari non possono essere prorogate all’infinito e devono essere assegnate con gara. Tempo massimo due anni.

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Una Call per gli Autori

La rivista è aperta a coloro che ritengono di avere un contributo da offrire al dibattito. La collaborazione avviene promuovendo articoli di carattere puntuale e/o gruppi di articoli coordinati su un tema. I contributi hanno una lunghezza compresa tra quattro e seimila caratteri. Per ogni richiesta di approfondimento: info@dite-aisre.it

I vantaggi economici e sociali del reinsediamento manifatturiero nelle aree urbane

Il reinsediamento manifatturiero nelle aree urbane è da anni oggetto di riflessione e costruzione di politiche pubbliche in diverse metropoli globali. L’insediamento e la crescita di imprese nel campo della manifattura digitale e del nuovo artigianato sono perseguiti allo scopo di contribuire al rilancio del ceto medio correlato a nuovi processi di rigenerazione. Tale tematica chiama in causa il rapporto fra aree urbane e territori produttivi che nel caso di Milano suggerisce nuove forme di divisione del lavoro fra il capoluogo lombardo e il Made in Italy su scala nazionale.

Dalla rigenerazione alla rimilitarizzazione delle ex caserme dismesse. Il caso della Caserma Trieste a Casarsa della Delizia

La storia dell’ex Caserma Trieste racconta le politiche atte a riscattare quest’area abbandonata per farne un modello utile a realtà simili. Purtroppo, nel quadro geopolitico grandemente mutato, l’importanza del confine nord-orientale italiano assume un nuovo ruolo e la retrocessione dei luoghi ex-militari alle comunità locali è più così certa.

Distanti ma vibranti. La capacità dei luoghi di adattarsi alla perifericità

In anni recenti molti esponenti del mondo accademico e tra i policy makers si sono schierati contro la narrazione dominante che le zone marginali siano destinate ad un inesorabile destino di abbandono e lenta scomparsa. Esistono in realtà alcuni territori, che abbiamo definito ‘vibranti’, capaci di resistere alla tendenza allo spopolamento adattandosi alla loro perifericità. Comprendere quali siano gli elementi esogeni, o quali le risorse endogene su cui hanno fatto perno, diviene un importante fattore di conoscenza per chi ha la responsabilità di proporre strumenti per promuovere la coesione territoriale e ridurre le disparità territoriali.

Il progetto NEO a Gagliano Aterno

I piccoli paesi appenninici ribollono di complessità e divengono luoghi fertili per territorializzare alternative culturali e socioeconomiche in tempi di transizione ecologica ed energetica. La dimensione di scala, i vuoti relativi e la posizione decentrata rispetto ai grandi centri antropizzati facilitano tali ambizioni. Attraverso la formazione di operatori di comunità, facilitatori territoriali e neo-popolamento si sperimentano trasformazioni ideologiche e materiali in spazi fragili e marginalizzati sul campo attraverso diversi progetti.