Tag: spazi ibridi

Accessibilità, abilitazione, attivazione: l’evoluzione degli spazi ibridi di Milano

La Rete degli Spazi Ibridi di Milano, promossa dal Comune, raccoglie 26 realtà diffuse sul territorio, aperte e accessibili a tutta la cittadinanza. Più che luoghi, questi spazi sono visioni di città: combinano cultura, lavoro, inclusione e innovazione sociale. Ogni realtà sviluppa attività autonome, abilita progettualità condivise e promuove cittadinanza attiva. Un ecosistema urbano in crescita, che genera valore pubblico attraverso pratiche ibride, collaborative e partecipate, capaci di rispondere ai bisogni complessi della città contemporanea

Corpi, sport e comunità nell’esperienza del Heracles Gymnasium

Heracles Gymnasium è uno spazio ibrido nato nel cuore di via Padova a Milano che unisce attività fisica, cultura e relazioni. Fondato da Renato De Donato, propone un modello ispirato al gymnasion greco: il corpo come strumento di educazione, consapevolezza e inclusione. In un quartiere complesso, Heracles diventa presidio sociale e culturale, offrendo corsi sportivi, incontri filosofici e momenti di comunità

A Milano è nato NAMA, l’Anfiteatro rigenerato e co-gestito da giovani under 30

NAMA – Nuovo Anfiteatro Martesana è un progetto di rigenerazione urbana e culturale nato da una rete di realtà under 30. Gestito da Associazione ETC e collettivi giovanili, NAMA offre spazi per artigianato, musica, coworking e socialità, unendo servizi diurni e animazione serale. Parte della Rete Spazi Ibridi del Comune di Milano, promuove partecipazione attiva, inclusione e protagonismo giovanile nel quartiere, generando valore pubblico per la città

Da ex convitto ad hub di comunità: lo spazio mosso

Nello scenario degli spazi ibridi attivi a Milano c’è mosso, progetto nato dalla riconversione dell’ex convitto del Parco Trotter, nel quartiere di via Padova. mosso garantisce uno spazio di relazione aperto e accogliente, un’infrastruttura abilitante delle risorse del quartiere e della città, in cui cibo, aggregazione, cultura, rigenerazione urbana e umana trovano ascolto e valorizzazione.

Lavoro a distanza e near working: quale futuro?

La pandemia Covid-19 ha accelerato il lavoro a distanza e promosso il near working. Oggi i lavoratori della conoscenza tendono a lavorare presso la propria abitazione ma i “nuovi luoghi del lavoro” si stanno sempre più affermando come alternativa alla casa e all’ufficio. Nel 2021 il 46% degli spazi di coworking intervistati in Italia ha ospitato nomadi digitali e il 65% lavoratori a distanza. I decisori politici stanno riconoscendo il ruolo sociale di tali spazi, sia nelle grandi città come Milano, che nelle aree periferiche del Paese dove sono promossi i “presidi di comunità”.

Articoli più letti

Sviluppo infrastrutturale e regimi territoriali della logistica

Negli ultimi decenni la crescita della logistica ha trasformato profondamente le regioni urbane, ridefinendo spazi, gerarchie e modelli di consumo di suolo. Paesaggi operazionali costellati di magazzini e infrastrutture sono le nuove centralità del capitalismo globale, sostenuti da coalizioni pubblico-private e da politiche infrastrutturali selettive. Il concetto di regimi territoriali della logistica aiuta a leggere questo fenomeno in chiave critica, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo di riflessioni operative utili al governo del territorio.

Assetti territoriali e dinamiche localizzative della logistica

La logistica sta ridisegnando molti territori italiani, agendo come una forza geoeconomica e geopolitica che trasforma paesaggi e vocazioni locali. Attraverso una mappatura “per indizi” basata su open data, l'articolo ricostruisce l’impronta fisica e socioeconomica del settore, evidenziandone la recente proliferazione e il paradosso di una crescita per contrazione. Ne emerge un assetto territoriale dinamico e controverso che interroga direttamente le politiche pubbliche e la pianificazione urbanistica.

Trasformazioni del patrimonio immobiliare produttivo e logistico

Il patrimonio immobiliare produttivo e logistico in Italia è in espansione. Crescono lo stock, le compravendite e l’intensità del mercato, segnalando una maggiore dinamicità del settore. Questa trasformazione conferma il peso crescente della logistica nella riorganizzazione territoriale del Paese. Emergono così nuove pressioni sui territori e sulle scelte localizzative. Ne deriva un quadro che interroga direttamente politiche pubbliche e pianificazione.

Logistica globale, impatti locali: i costi nascosti dell’espansione di Amazon nei territori fragili

L’espansione dell’e-commerce contribuisce alla ridefinizione delle geografie della logistica e dei relativi impatti. Analizzando l’insediamento degli impianti di Amazon in Italia (2006–2023), il contributo mostra che le strutture si concentrano in comuni economicamente fragili e con una debole governance. Le stime empiriche indicano che, dopo l’apertura, non emergono benefici significativi in termini di occupazione, salari o finanza locale, mentre aumentano le pressioni ambientali. La logistica globale tende così a riprodurre disuguaglianze socio-spaziali preesistenti.

Sviluppo locale o dinamiche estrattive? Capitale territoriale e logistica nell’area di Pomezia-Santa Palomba

La logistica trasforma i territori senza necessariamente garantirne lo sviluppo. Il caso dell’area di Pomezia–Santa Palomba ne è un esempio. Utilizzando il concetto di capitale territoriale, il contributo mostra che la logistica ha innescato processi estrattivi, contribuendo a precarizzare il lavoro, in un contesto di debolezza istituzionale, riduzione del capitale umano e simbolico, costi ambientali e congestione. Emerge la necessità di politiche integrate, di un rafforzamento della capacità istituzionale e di un coordinamento multilivello.