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Il PNRR tra il dire e il fare: la qualità della Pubblica Amministrazione e i divari territoriali

La coesione territoriale è una priorità del PNRR: si prevede di riservare alle regioni meridionali il 40% delle risorse “territorializzabili”; tuttavia, i requisititi richiesti di bandi e la capacità di progettazione della PA possono vanificare questi propositi.

Salute di prossimità e PNRR: il modello delle Botteghe della Comunità

Il PNRR ridefinisce la sanità territoriale puntando sulla prossimità, con investimenti in telemedicina, Case e Ospedali di Comunità. In questo quadro, le Botteghe della Comunità dell’ASL Salerno rappresentano un modello innovativo per le aree interne, basato su integrazione sociosanitaria, telemedicina e stratificazione dei bisogni. Un’esperienza replicabile che mette al centro comunità, dati e presa in carico precoce.

La sfida dei comuni italiani: trattenere, attrarre e spendere

Nel 2023 il personale dei comuni italiani è calato del 28,7% rispetto al 2007, toccando 341.659 unità. Nonostante una leggera ripresa attesa nel 2024, IFEL prevede l’uscita di circa 165.000 dipendenti entro sette anni, pari al 48% dell’organico attuale, tra pensionamenti e dimissioni. Una perdita rilevante per enti locali sempre più centrali nella gestione degli investimenti pubblici, dal PNRR alla nuova programmazione dei fondi europei 2021-2027

PNRR e competenze nella PA: i numeri di una transizione decisiva

Le transizioni digitale, ecologica, amministrativa e sociale richiedono nuove competenze e approcci organizzativi. La formazione non è solo trasmissione di saperi, ma sviluppo di capacità adattive in contesti complessi. Il report IFEL evidenzia gap formativi soprattutto nelle aree legate alla sostenibilità, digitalizzazione avanzata e gestione integrata delle politiche pubbliche, sottolineando l’importanza di una formazione flessibile e integrata per guidare il cambiamento nella PA

Il PNRR per il socio-sanitario: le riforme previste

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è fondamentale per la ripresa post-pandemia in Europa. In Italia, si focalizza su inclusione e salute, destinando rispettivamente il 9% e l'8% del budget. La Missione 5 mira a riformare l'assistenza alle persone disabili e anziane non autosufficienti, mentre la Missione 6 si concentra sulla sanità territoriale e l'innovazione. Tuttavia, manca un'approccio integrato tra le due missioni, nonostante la chiara interconnessione tra salute e qualità della vita quotidiana, come dimostrato dagli impatti della pandemia da Covid-19.

Articoli più letti

Coesione europea e sviluppo urbano sostenibile: ultimo treno per la programmazione delle politiche urbane?

Il dibattito sulle politiche di coesione in Italia ha spesso trascurato la dimensione urbana. La Strategia di Sviluppo Urbano Sostenibile (SUS), introdotta dall’UE nel quadro della Politica di Coesione nel ciclo 2014-2020, ha rappresentato un tentativo significativo di approccio place-based e programmatico alla rigenerazione urbana, anche nel nostro Paese. Nel 2014-2020, attuata in Italia tramite il PON “Città Metropolitane” e i POR regionali, ha coinvolto 246 comuni e mobilitato 2,87 miliardi di euro, più della “gemella” SNAI. Nel ciclo 2021-2027 le risorse raddoppiano, aprendo nuove prospettive per una politica integrata di rigenerazione urbana di carattere programmatico.

La rigenerazione urbana nelle strategie territoriali della Toscana

Il tema della rigenerazione urbana è da anni al centro delle politiche urbane in Europa e in Italia. Si tratta di un concetto polisemico, talvolta indefinito, che richiama l’idea di “rimettere in moto” l’esistente, riattivandone risorse e potenzialità. La rigenerazione urbana si configura come una policy complessa e multidisciplinare che, sul piano operativo, comprende un ampio spettro di interventi finalizzati al miglioramento della qualità della vita urbana. Tali processi non sono tuttavia privi di criticità: la rigenerazione può dirsi efficace solo se riesce a mantenere un equilibrio tra trasformazione urbana, inclusività sociale, tutela dell’identità locale e sostenibilità ambientale. In questo quadro emerge la necessità di sviluppare approcci valutativi capaci di analizzare in modo sistematico opportunità e rischi connessi agli interventi.

Misurare l’impatto della rigenerazione urbana: il GOCCIA a Milano

La valutazione di impatto nei progetti di rigenerazione urbana può diventare uno spazio di co-creazione del valore pubblico. Il caso GOCCIA a Milano — la bonifica di un'area contaminata attraverso Nature-Based Solutions — mostra come un framework articolato in cinque macroaree (rigenerazione ecologica, conoscenza scientifica, co-governance, comunicazione, crescita economica) consenta di confrontare dimensioni diverse di valore, costruire legittimità politica e orientare la governance futura, facendo emergere conflitti e possibilità di decisione collettiva.

Dalla rigenerazione urbana alla resilienza economica: il caso Ostiense-Marconi

La rigenerazione urbana può rafforzare la capacità dei quartieri di reagire alle crisi economiche? Il caso Ostiense–Marconi, a Roma, mette in relazione la trasformazione di un’area industriale in distretto della conoscenza con il ruolo svolto dal Progetto Urbano e dall’Università Roma Tre. Ne emerge una rigenerazione che non attenua gli shock nel breve periodo, ma che può sostenere una ripresa economica più rapida nel medio termine, contribuendo a rafforzare la resilienza urbana.

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