Le principali occasioni di cambiamento della città sono oggi legate agli interventi di rigenerazione urbana. Questa modalità di trasformazione richiama l’idea di “rimettere in moto” l’esistente, riattivandone risorse e potenzialità, e rimanda a una policy complessa e multidisciplinare che, sul piano operativo, comprende un ampio spettro di interventi: da un lato quelli di natura edilizio-urbanistica, come gli investimenti sul patrimonio costruito; dall’altro la realizzazione di attrezzature e infrastrutture volte a migliorare le condizioni abitative e la vivibilità complessiva.
La rigenerazione urbana si configura dunque come un sistema eterogeneo di progetti, in cui si combinano componenti differenti secondo una visione integrata che coinvolge più ambiti di intervento. Può essere definita come un processo di trasformazione di aree urbane, spesso in condizioni di degrado o di sottoutilizzo, finalizzato a innalzare la qualità della vita, stimolare lo sviluppo economico e valorizzare il patrimonio storico e culturale. Si tratta di un percorso che può includere la riqualificazione di edifici e spazi pubblici, l’introduzione di nuove funzioni e il potenziamento delle dotazioni e delle connessioni infrastrutturali.
La rigenerazione può inoltre avviarsi anche in assenza di grandi investimenti infrastrutturali, attraverso usi temporanei, eventi e iniziative capaci di attrarre nuovi fruitori, consolidare presenze e attivare dinamiche di riqualificazione e cura dei luoghi.
Connesse alla rigenerazione urbana, così come a ogni processo complesso, si presentano sia delle opportunità che dei rischi. Le opportunità della rigenerazione urbana sono molteplici e riguardano in primis, il miglioramento della qualità della vita. La riqualificazione degli spazi pubblici, come parchi, piazze, aree verdi, in genere, aumenta la vivibilità delle città e può ridurre i problemi legati al degrado urbano. L’altro importante vantaggio è connesso alla sostenibilità ambientale. A questo si aggiunga la rivitalizzazione economica dell’area di intervento attraverso il recupero di zone abbandonate o sotto-utilizzate. Tuttavia, al di là della fiducia, talvolta acritica, che accompagna questa forma di trasformazione dei tessuti urbani, è necessario considerare anche i rischi che essa comporta. Il primo riguarda la cosiddetta gentrificazione, uno dei fenomeni caratteristici dell’ambiente urbano contemporaneo, legato a doppio filo a questa tipologia di interventi. E’ probabilmente il rischio maggiore conseguente al processo di valorizzazione urbana che porta a un aumento dei prezzi degli immobili tale da espellere i residenti storici in favore di fasce sociali più abbienti.
Proprio dalle potenzialità appena richiamate, di ottenere anche esiti controversi, deriva la necessità di rafforzare gli strumenti di valutazione degli interventi di rigenerazione urbana.
Un esempio in tal senso è rappresentato dalle valutazioni ex ante sviluppate a supporto delle strategie territoriali delle aree urbane beneficiarie del PR FESR 2021–2027, che prevede un rilevante investimento di risorse. In Toscana, le principali opportunità di intervento si concentrano nelle tredici strategie territoriali finanziate prioritariamente attraverso le risorse dell’Obiettivo Specifico 5.1 del Programma, dedicate a promuovere uno sviluppo urbano integrato e inclusivo — sociale, economico e ambientale — valorizzando cultura, patrimonio naturale e turismo sostenibile, nonché rafforzando la sicurezza nelle aree urbane. Si tratta di strategie che intercettano in larga misura processi e progetti di rigenerazione urbana.
Sul piano finanziario, il Programma destina al cofinanziamento delle strategie territoriali urbane poco più di 100 milioni di euro complessivi. La quota principale è concentrata sull’Azione 5.1.1 (circa 80 milioni), relativa alla rigenerazione urbana, alla qualità dell’abitare e alla cultura, mentre una parte più contenuta sostiene interventi complementari riconducibili al miglioramento dell’efficienza energetica (circa 16 milioni, sub-azione 2.1.1.2) e al rafforzamento della protezione della natura, della biodiversità e delle infrastrutture verdi in ambito urbano (circa 5 milioni, sub-azione 2.7.1.2). Nel loro insieme, queste risorse delineano un quadro di intervento che combina trasformazioni fisiche e ambientali con obiettivi sociali ed economici, coerenti con una visione integrata della rigenerazione.
Come previsto dall’Accordo di Partenariato, gli obiettivi dell’Obiettivo di Policy 5 “Un’Europa più vicina ai cittadini” richiedono inoltre l’integrazione delle strategie territoriali con il FSE+, nell’ambito dell’Obiettivo di Policy 4 “Un’Europa più sociale”, in particolare per l’inclusione attiva, il potenziamento dei servizi, lo sviluppo delle competenze e la promozione della legalità nei contesti più fragili.
Diventa quindi rilevante interrogarsi sulle azioni effettivamente implementate dai progetti e sulla coerenza delle strategie che le sottendono, valutandone le ricadute rispetto agli obiettivi perseguiti. Le strategie di sviluppo territoriale si fondano su progettualità integrate nelle aree urbane, orientate ad affrontare in modo trasversale le sfide legate all’inclusione sociale, alla sicurezza, al contrasto al degrado socio-economico, alla sostenibilità ambientale e alla cooperazione tra territori, promuovendo al contempo modalità innovative di erogazione dei servizi per la collettività.
In questa prospettiva, il coinvolgimento della cittadinanza e degli attori locali assume un ruolo centrale nei processi di rigenerazione urbana. I numerosi percorsi di progettazione partecipata attivati e sostenuti attraverso il PR FSE+ 2021–2027 hanno infatti prodotto indicazioni concrete per la definizione delle priorità e delle scelte strategiche, contribuendo all’attuazione delle operazioni previste dalle Strategie territoriali.
Le tredici strategie selezionate coinvolgono complessivamente diciannove comuni, tra cui cinque capoluoghi di provincia (Siena, Lucca, Prato, Livorno e Firenze) e tre aggregazioni intercomunali. Una di queste riguarda l’associazione tra Empoli e Capraia e Limite (FI), mentre le altre coinvolgono tre comuni della provincia di Siena (Monteroni d’Arbia, Rapolano Terme e Castellina in Chianti) e quattro della provincia di Pisa (Calcinaia, Bientina, Buti e Vicopisano).
| 1 | Follonica (GR) — Comune costiero in provincia di Grosseto: la strategia riguarda la rigenerazione dell’area ex ILVA. | Accordo di programma: DPGR n. 191 del 29/09/2025 – DGRT n. 947 del 15/07/2025 |
| 2 | Siena (SI) — Comune capoluogo di provincia, con patrimonio storico-culturale rilevante; la strategia riguarda il parco delle Mura e il complesso San Marco. | Accordo di programma: DPGR n. 199 del 24/10/2025 – DGRT n. 1239 del 11/08/2025 |
| 3 | Poggibonsi (SI) — Comune della provincia di Siena; la strategia denominata “ABCura”. | Accordo di programma: DPGR n. 256 del 24/12/2025 – DGRT n. 1666 del 15/12/2025 |
| 4 | Lucca (LU) — Comune capoluogo di provincia; la strategia riguarda i quartieri “San Concordio e Ponte a Moriano”. | Accordo di programma: DPGR n. 166 del 21/08/2025 – DGRT n. 948 del 15/07/2025 |
| 5 | Prato (PO) — Comune capoluogo di provincia; strategia “Rigenerazione del polo teatrale del Fabbricone e nuove connessioni urbane”. | in proroga |
| 6 | San Giovanni Valdarno (AR) — Comune della provincia di Arezzo; strategia “Tra natura e cultura”. | Accordo di programma: DPGR n. 192 del 29/09/2025 – DGRT n. 1061 del 28/07/2025 |
| 7 | Livorno (LI) — Comune costiero capoluogo di provincia; strategia “Hangar creativi – Spazi rigenerati per arte, cultura e impresa”. | Accordo di programma: DPGR n. 202 del 24/12/2025 – DGRT n. 1405 del 29/09/2025 |
| 8 | Monteroni d’Arbia (SI) in coalizione con Rapolano Terme e Castellina in Chianti (entrambi SI) — Strategia “Vivere il territorio: un nuovo modo di abitare”. | Accordo di programma: DPGR n. 244 del 16/12/2025 – DGRT n. 1397 del 29/09/2025 |
| 9 | Firenze (FI) — Comune capoluogo di regione; strategia riguarda il complesso San Salvi (padiglioni 33-34-35-37) per housing, servizi e cultura. | Accordo di programma: DPGR n. 245 del 16/12/2025 – DGRT n. 1328 del 08/09/2025 |
| 10 | Una coalizione tra Calcinaia, Bientina, Buti e Vicopisano (PI) — Strategia “Ecosistema culturale Valdera nord Monte Pisano”. | alla firma |
| 11 | Una coalizione tra Empoli e Capraia e Limite (FI) — Strategia “ARNO VITA NOVA Move Live Learn”. | Accordo di programma: DPGR n. 243 del 16/12/2025 – DGRT n. 1504 del 20/10/2024 |
| 12 | Bagno a Ripoli (FI) — Strategia “RIGENERA SORGANE”. | Accordo di programma: DPGR n. 201 del 24/10/2025 – DGRT n. 1238 del 11/08/2025 |
| 13 | Sesto Fiorentino (FI) — Strategia “Vivere Sesto – Strategia di riqualificazione urbana”. | Accordo di programma: DPGR n. 190 del 29/09/2025 – DGRT n. 1062 del 28/07/2025 |

La distribuzione dei progetti proposti dai comuni e dai raggruppamenti territoriali evidenzia la netta prevalenza degli interventi riconducibili alla rigenerazione urbana — comprensiva di qualità dell’abitare e cultura — rispetto agli altri ambiti considerati, quali infrastrutture verdi ed efficientamento energetico degli edifici pubblici. Questo ambito raccoglie iniziative eterogenee, orientate al recupero del patrimonio edilizio esistente, alla riqualificazione degli spazi pubblici e al rafforzamento della dimensione culturale e sociale dei contesti urbani.

L’efficientamento energetico degli edifici pubblici costituisce un secondo filone di intervento rilevante, diffuso in un numero più contenuto di contesti ma comunque significativo, con azioni orientate alla riduzione dei consumi e alla valorizzazione del patrimonio pubblico in chiave sostenibile.
Infine, le infrastrutture verdi rappresentano un ambito più selettivo, attivato in un numero limitato di comuni, prevalentemente in contesti urbani di grande dimensione. Queste iniziative si concentrano sul ripristino delle connessioni ecologiche, sulla gestione sostenibile del verde urbano e sulla resilienza ai cambiamenti climatici. Nel complesso, emerge come la strategia territoriale integrata, combini interventi di natura energetica, ambientale e socio-culturale, come nel caso di Livorno che con gli “Hangar creativi” trasforma un complesso abbandonato in un polo urbano con funzioni a base culturale di rilevanza sovracomunale, orientando la rigenerazione del tessuto urbano verso la qualificazione degli spazi di vita collettiva nella direzione della auspicata trasversalità e integrazione degli interventi.
Il caso toscano, attraverso le tredici strategie territoriali implementate, restituisce dunque un quadro coerente con gli indirizzi europei, nazionali e regionali in materia di sviluppo urbano sostenibile. Le strategie evidenziano una solida capacità di integrare rigenerazione urbana, qualità dell’abitare, valorizzazione culturale, efficientamento energetico e infrastrutture verdi, orientando le risorse del PR FESR – integrate dal PR FSE+ per i percorsi partecipativi – verso le principali criticità dei contesti interessati, quali disagio socio-economico, vulnerabilità ambientali e carenza di servizi di prossimità. Nel complesso, esse si configurano come politiche urbane realmente integrate, capaci di tenere insieme dimensione fisica e sociale degli interventi e di tradurre operativamente una visione multidimensionale della rigenerazione urbana sostenibile, rafforzata dal coinvolgimento attivo delle comunità locali.
Approfondimenti
- C. Agnoletti, V. Patacchini (2023), I PIU e la qualità del paesaggio
- C. Agnoletti, G. Gori (2018), Analisi valutativa delle strategie per lo sviluppo delle aree urbane Analisi delle proposte progettuali presentate a valere sulle procedure di selezione delle strategie per le aree urbane (PIU)


