Lo scenario tecnologico legato alla quarta rivoluzione industriale promette impatti radicali nell’organizzazione dei processi produttivi così come nelle scelte di localizzazione della produzione. Gli studi effettuati dimostrano che il 25% delle imprese esaminate colgono il potenziale delle tecnologie 4.0 sviluppando benefici in relazioni proficue con operatori dell’innovazione a livello territoriale. Inoltre, dalle nostre analisi emerge un ruolo significativo del territorio nei processi di adozione delle imprese. Nei distretti industriali si assiste ad un processo di adozione di quelle tecnologie 4.0 più in linea con la specializzazione produttiva.
Il Covid-19 ha prodotto effetti differenziati sull’economia delle regioni italiane: un impatto maggiormente immediato al Nord, ma maggiori difficoltà nella fase di recupero per il Sud. Le determinanti primarie di queste differenze possono essere individuate in fattori strutturali quali composizione settoriale, propensione al lavoro a distanza, disponibilità di capitale umano e tecnologia, apertura internazionale e partecipazione alle catene del valore globali. Le prospettive future, in particolare per il Mezzogiorno, dipendono dall’evoluzione del contesto geo-politico globale e dalla capacità delle politiche pubbliche di incidere sulle debolezze strutturali delle economie regionali.
Le start up innovative, con la loro ormai storia decennale, costituiscono una componente importante per la creazione di un ecosistema innovativo (in particolare per il settore high tech) e per una maggiore dinamicità dello sviluppo territoriale. Nel periodo di programmazione 2014-2020, la Puglia ha attuato politiche di aiuto a favore di start up innovative, grandi imprese e PMI che hanno prodotto effetti differenziati nei sistemi locali del lavoro che compongono il territorio. Partendo dai risultati prodotti dalle politiche per le imprese si delinea una possibile evoluzione delle politiche di sostegno maggiormente orientata allo sviluppo di ecosistemi territoriali connessi.
La mobilità condivisa rappresenta una componente chiave delle politiche per la mobilità sostenibile. Accanto ai modelli Business-to-People e Government-to-People, stanno emergendo pratiche collaborative di shared mobility, fondate sulla partecipazione attiva degli utenti. In queste iniziative, la condivisione non riguarda soltanto l’uso del mezzo, ma anche l’organizzazione del servizio, attraverso modelli di governance ibridi che coinvolgono comunità locali, attori pubblici e soggetti privati. Le esperienze italiane ed europee mostrano il potenziale di tali pratiche nel coniugare sostenibilità, inclusione e innovazione sociale.
Il car sharing in Italia ha attraversato diverse fasi evolutive, dalle prime esperienze cooperative ai modelli free-floating diffusi nell’ultimo decennio. Oggi il settore mostra segnali di contrazione, legati a criticità economiche e operative dei modelli di larga scala. In questo contesto, emergono prospettive alternative basate su modelli di prossimità e comunità, resi più accessibili da tecnologie digitali a basso costo e potenzialmente rilevanti per una mobilità più equa, efficiente e sostenibile.
Il caso NINA a Reggio Emilia presenta un modello di car sharing di quartiere fondato su governance partecipata, scala locale e collaborazione tra comunità, amministrazione pubblica e partner privati. Il servizio integra tariffe differenziate, prossimità territoriale e coinvolgimento degli utenti per favorire un utilizzo regolare dei veicoli e rafforzare la sostenibilità economica del modello. Attraverso una combinazione di quote fisse e tariffe d’uso, il progetto mira a ridurre la dipendenza da contributi pubblici diretti e a promuovere una gestione condivisa delle risorse, mettendo in relazione mobilità, responsabilità degli utenti e bisogni del territorio.
Un’auto privata resta inutilizzata per gran parte del tempo, occupando spazio e generando costi individuali e collettivi. In questo quadro, il car sharing può rappresentare un’alternativa al possesso dell’auto privata, soprattutto per chi percorre distanze annue contenute. Dal 2024, nel complesso residenziale del Biscione a Genova, è attivo un servizio di car sharing elettrico riservato ai residenti e gestito da Elettra Car Sharing tramite app e web. L’articolo ricostruisce l’avvio del progetto, il coinvolgimento dei residenti, i primi risultati della sperimentazione e le prospettive di replicabilità.
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