Tag: Economia Circolare

Riflessioni sul riuso del patrimonio costruito, tra circolarità, energia e prossimità

Il contributo indaga sulla condizione attuale e sulle prospettive future di riuso e di riqualificazione del patrimonio costruito in un momento storico segnato dalla transizione energetica, ecologica e digitale, e riflette sulle opportunità generabili dall’azione collettiva a scala di quartiere.

Associazionismo ed economia circolare nella filiera alimentare a Roma. Il progetto “RecuperiAmo” di RefoodGees al Nuovo Mercato Esquilino

Il tema dell’alimentazione rappresenta una criticità in contesti altamente urbanizzati come quello della città di Roma. Il Progetto “RecuperiAmo” dell’associazione RefoodGees è frutto dell’alleanza con il Nuovo Mercato Esquilino di Roma per il recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari. L’esperienza di RefoodGees insegna come strutture associative snelle e solidaristiche siano in grado di meglio veicolare modelli virtuosi e alternativi di circolarità anche in situazioni emergenziali, rendendoli inclusivi anche da un punto di vista sociale.

Ri-connettere società e ambiente attraverso il cibo. Agricoltura urbana, innovazione sociale e circolarità a Roma

L'agricoltura urbana sta vivendo una crescita significativa negli ultimi decenni, con numerose aziende agricole che abbracciano l'economia circolare e si impegnano nella transizione agroecologica. In questo contesto, alcune innovative iniziative di filiera corta, come "L'Alveare che dice Sì", stanno contribuendo attivamente a promuovere l'agricoltura urbana, creando connessioni dirette tra i consumatori e le aziende agricole coinvolte. Un'indagine esplorativa condotta su diciannove aziende di agricoltura urbana a Roma ha evidenziato un livello aziendale complessivo medio-alto in termini di efficienza e circolarità delle iniziative, ma ha altresì rilevato un basso tasso di riciclaggio dell'acqua.

Articoli più letti

Prossimità, immaginario e riattivazione dei paesaggi lucani

Fruilent e il Cammino di Basilicata assumono il camminare come pratica di conoscenza e interpretazione territoriale. L’attraversamento lento rende leggibili paesaggi segnati dalla compresenza di aree protette, infrastrutture energetiche, attività estrattive e rarefazione insediativa, restituendone la complessità oltre le rappresentazioni consolidate. Le esperienze di ricerca-azione mostrano come prossimità e mobilità lenta contribuiscano alla costruzione di nuove letture del territorio e all’attivazione di strategie di rigenerazione.

Camminare per leggere le aree interne della Basilicata

Il cammino è uno strumento di analisi e progetto capace di mettere in relazione insediamenti, paesaggi, infrastrutture e comunità. Due esperienze di ricerca-azione sviluppate nell’Alto Bradano e in Val d’Agri mostrano come l’attraversamento diretto del territorio faccia emergere geografie e relazioni non immediatamente riconoscibili. Il cammino assume così una dimensione operativa, orientando strategie e interventi di rigenerazione territoriale a partire dalle specificità dei contesti attraversati.

Un museo diffuso tra gli Alberi antichi della Basilicata

Il Museo degli Alberi Lucani assume il paesaggio come matrice narrativa, mettendo in relazione biodiversità agricola, conoscenze scientifiche, pratiche locali e fruizione lenta del territorio. A partire dalla valorizzazione delle antiche varietà da frutto della Basilicata, il progetto costruisce una rete di percorsi e narrazioni che collega gli alberi ai contesti territoriali in cui sono radicati. Il cammino diventa uno strumento di lettura e interpretazione del paesaggio, facendo emergere relazioni, pratiche e trasformazioni che contribuiscono alla costruzione di nuove narrazioni territoriali.

Dal cammino al videogioco: nuovi modi di leggere il territorio

Il cammino è un metodo di ricerca-azione che produce una conoscenza situata del territorio attraverso l’interazione tra spazio, tempo, comunità e osservazione diretta. L’esperienza sviluppata lungo il confine tra Basilicata e Calabria mostra come informazioni, percezioni e saperi raccolti durante l’attraversamento vengano organizzati e tradotti in un immaginario territoriale condiviso. Il videogioco Trail of Signs trasferisce questa conoscenza in un sistema di azioni, regole e scelte, sperimentando la gamification come strumento di interpretazione e coinvolgimento nella trasformazione dei territori.

Una Call per gli Autori

La rivista è aperta a coloro che ritengono di avere un contributo da offrire al dibattito. La collaborazione avviene promuovendo articoli di carattere puntuale e/o gruppi di articoli coordinati su un tema. I contributi hanno una lunghezza compresa tra quattro e seimila caratteri. Per ogni richiesta di approfondimento: info@dite-aisre.it