21 Ottobre, 2026

La UNI EN 18140:2026 come norma ispiratrice per la creazione di nuovi paradigmi giuridici

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Il concetto di norma è comunemente associato al carattere della vincolatività. Non tutte le norme, tuttavia, producono obblighi giuridici: gli standard tecnici, di regola volontari, possono acquisire efficacia vincolante quando siano richiamati da disposizioni normative o recepiti in specifici rapporti giuridici. La loro natura volontaria non ne esclude la capacità di orientare comportamenti, pratiche e futuri sviluppi regolativi. In questa prospettiva si colloca la UNI EN 18140:2026, che introduce un quadro terminologico e classificatorio condiviso per le Nature-based Solutions (NbS).

Il principale riferimento normativo europeo è oggi il Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura, che, pur senza istituire un regime giuridico autonomo delle NbS, ne richiama il ruolo nell’ambito degli interventi di ripristino degli ecosistemi e le collega al conseguimento di benefici ambientali, sociali ed economici, alla resilienza e alla tutela della biodiversità. Inoltre, il precedente Regolamento (UE) 2021/1119 già inseriva l’adattamento ai cambiamenti climatici nel quadro degli obiettivi vincolanti dell’Unione e ne valorizzava l’adattamento basato sugli ecosistemi. A tale quadro si aggiungano le Linee guida della Commissione europea del 2023 sulle strategie e sui piani di adattamento degli Stati membri, che distinguono fra la conservazione e il ripristino degli ecosistemi naturali, la gestione sostenibile degli ecosistemi già utilizzati e la creazione di ecosistemi nuovi o ibridi, quali tetti verdi e sistemi di drenaggio urbano sostenibili.

È in tale contesto che si inserisce la UNI EN 18140:2026, norma tecnica dedicata alla terminologia e alla classificazione delle NbS. Il suo principale contributo consiste nella definizione di un lessico condiviso e di un quadro comune per l’identificazione e la descrizione delle diverse soluzioni basate sulla natura. Ancora, la norma in commento si occupa di ordinare i concetti generali connessi alle NbS, le specifiche tipologie di soluzioni, i relativi processi e le pratiche di gestione, proponendo quattro criteri di classificazione: la sfida sociale affrontata, l’approccio di intervento, la scala spaziale e il coinvolgimento degli stakeholder. Detta classificazione consente di rapportare le diverse tipologie di NbS alle sfide cui si chiede loro di rispondere, quali, tra le altre, il rischio idrogeologico, le ondate di calore, la siccità, l’inquinamento e la perdita di biodiversità. Questa impostazione consente di considerare le NbS non soltanto come tecniche di riqualificazione urbana o di adattamento climatico, ma anche come strumenti per la conservazione, il ripristino e la rigenerazione degli ecosistemi.

Ora, sebbene l’adozione dello standard in commento costituisca indubbiamente un passo avanti nel riconoscimento alle NbS di tutte le funzioni che sarebbero, in potenza, capaci di svolgere, occorre tuttavia rammentarne la natura meramente volontaria. Il nomen iuris non deve infatti trarre in inganno: benché si discorra di «norme UNI», esse non assumono, per ciò solo, il carattere di norme giuridiche vincolanti. Si tratta, infatti, di standard tecnici generalmente volontari, che possono acquisire efficacia vincolante quando sono richiamati dalla legislazione applicabile oppure incorporati in atti o rapporti giuridici che ne impongano il rispetto. Ad oggi, in Italia, si deve escludere che le NbS costituiscano una categoria giuridica autonoma, così come la loro adozione non permette di riconoscere la natura quale soggetto di diritto. Le NbS possono dunque essere considerate una categoria tecnico-giuridica trasversale, attraverso la quale la tutela e il ripristino degli ecosistemi trovano applicazione nelle politiche climatiche, ambientali e territoriali. Tuttavia, è proprio questa collocazione ambivalente che potrebbe rendere le NbS terreno privilegiato di riflessione per il diritto contemporaneo. La questione centrale è dunque se il diritto contemporaneo continui a considerare la natura prevalentemente come un’infrastruttura produttrice di servizi oppure se, attraverso i principi di tutela della biodiversità, integrità ecosistemica, ripristino e non deterioramento, stia creando i presupposti per riconoscerne un valore e un interesse autonomi.

Un’evoluzione normativa orientata al riconoscimento del valore autonomo della natura dovrebbe definire requisiti, prestazioni e criteri di progettazione riferiti a ecosistemi differenti, compresi quelli urbani, affinché tali ambienti possano accogliere e sostenere le forme di vita non umane (other-than-human) e favorirne la prosperità (Price & Chao, 2023). Tuttavia, è necessario riconoscere che una normazione eccessivamente orientata alla standardizzazione tecnica potrebbe al contempo accentuare il rischio di strumentalizzare la natura, subordinandola meramente alla soddisfazione di bisogni umani o al conseguimento di obiettivi socio-economici. In questa prospettiva, gli other-than-human, tra cui, ad esempio, le specie vegetali, rischierebbero di essere trattati come “oggetti viventi” (Exner & Schützenberger, 2018) o come mere componenti funzionali dell’infrastruttura, anziché come esseri viventi inseriti in relazioni ecologiche complesse.

Per questa ragione, prima ancora di definire nuove soluzioni tecnico-operative, occorre ripensare il quadro culturale e istituzionale di riferimento, adottando una prospettiva di Nature-based Thinking (Randrup et al., 2020). Tale prospettiva invita a considerare la natura non soltanto come strumento di risposta a problemi sociali, economici o ambientali, ma come componente co‑costitutiva dei processi decisionali, progettuali e gestionali. Ciò implicherebbe non solo – come già avviene – una gestione multilivello e una stretta cooperazione tra competenze amministrative e scientifiche, ma l’adozione di una prospettiva “multispecie”. In questa prospettiva, diventa necessario riconoscere che gli ecosistemi e le forme di vita non umane presentano esigenze, vulnerabilità e temporalità proprie, da considerare attraverso conoscenze ecologiche, indicatori di integrità, monitoraggi di lungo periodo e adeguate forme di rappresentanza o mediazione istituzionale. Si tratterebbe, dunque, di riconoscere e valorizzare, ove opportuno, l’agency degli altri esseri viventi. Un simile approccio permetterebbe, in definitiva, di compiere un passo oltre l’antropocentrismo, verso prospettive cosmo o biocentriche, capaci di rispondere anche alle sfide poste dagli altri esseri viventi operando su tempi e scale differenti.


Approfondimenti

  • Bretzel, F. (2026, 30 marzo). La norma tecnica europea EN 18140: Nature-based Solutions (NbS) – Terminology and classification [Presentazione al convegno]. Le Nature-based Solutions fra norme tecniche, ricerca e buone pratiche, UNI e ICESP.
  • Commissione europea. (2023). Linee guida sulle strategie e sui piani di adattamento degli Stati membri (Comunicazione 2023/C 264/01). Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, C 264, 1–31. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52023XC0727(01)
  • Exner, A., & Schützenberger, I. (2018). Creative natures: Community gardening, social class and city development in Vienna. Geoforum, 92, 181–195. https://doi.org/10.1016/j.geoforum.2018.04.011
  • Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea. (2024). Regolamento (UE) 2024/1991 del 24 giugno 2024 sul ripristino della natura e che modifica il regolamento (UE) 2022/869. Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1991/oj
  • Price, C., & Chao, S. (2023). Multispecies, more-than-human, nonhuman, other-than-human: Reimagining idioms of animacy in an age of planetary unmaking. Exchanges: The Interdisciplinary Research Journal, 10(2), 177–193. https://doi.org/10.31273/eirj.v10i2.1166
  • Randrup, T. B., Buijs, A. E., Konijnendijk, C. C., & Wild, T. (2020). Moving beyond the nature-based solutions discourse: Introducing nature-based thinking. Urban Ecosystems, 23, 919–926. https://doi.org/10.1007/s11252-020-00964-w
  • UNI – Ente Italiano di Normazione. (2026). Città, comunità e infrastrutture sostenibili – Soluzioni basate sulla natura (NbSs) – Terminologia e classificazione (UNI EN 18140:2026). https://store.uni.com/uni-en-18140-2026