Tag: Southworking

Un intervento sulla propensione al South Working 

L’articolo analizza il fenomeno del south working che si è intensificato nel periodo di pandemia Covid-19 e descrive i risultati del contributo Di Matteo et al. (2021) sulla propensione dei lavoratori palermitani (dipendenti e autonomi) fuori regione a lavorare dal Sud (south working). L’analisi si avvale dell’indagine promossa a partire dal giugno 2020 dall’Associazione di Promozione Sociale “South Working-Lavorare dal Sud” a cui hanno risposto 650 lavoratori originari di Palermo. L’analisi empirica mostra che le motivazioni in favore del south working, da parte di coloro i quali prima della pandemia da Covid-19 avevano già una certa familiarità con il lavoro a distanza, possono essere ricondotte al genere (uomo vs. donna), status coniugale (essere in una relazione vs. single), grado di istruzione (alto vs. medio-basso) e tipo di impiego (lavoratori autonomi vs. dipendenti).

Articoli più letti

Libere, non coraggiose. Per pianificare città più sicure per tutti i corpi

La paura del crimine è un problema più grave del crimine stesso», diceva Rachel Pain nel 2001. In particolare, la paura che donne e soggettività queer percepiscono negli spazi pubblici, soprattutto di sera e di notte, è un argomento di cui oggi più che mai è necessario occuparsi. Sebbene la percezione di insicurezza sembri essere più legata a narrazioni mediatiche che alla effettiva pericolosità delle città, è importante mettere a fuoco i fattori che concorrono a questa sensazione e, attraverso analisi di casi specifici, delineare una serie di pratiche utili a trasformare le nostre città e realizzare spazi pubblici più sicuri e accessibili per tutti.

City of care: la cura al governo della città

Pianificare le città a partire da una prospettiva di genere significa, concretamente, tenere conto della vita quotidiana di donne, uomini e minoranze di genere. L’ascolto e la comprensione dei bisogni che queste vite esprimono sono alla base dell’elaborazione di politiche pubbliche inclusive delle esigenze, non solo delle donne, ma di tutti i corpi e le vite che eccedono dal paradigma funzionale. La cura, da gabbia che incatena il genere femminile a una sequenza di responsabilità -spesso non retribuite- legate alla sfera affettiva e domestica, dovrebbe trasformarsi nel motore di un nuovo tipo di socialità, per il bene di tutte e tutti.

Spazi ibridi e città di prossimità. Il caso di Milano

Negli ultimi anni si sono moltiplicate esperienze in grado di coniugare attivismo, terzo settore e innovazione sociale nelle nostre città. Sono luoghi variamente denominati che hanno nella loro natura ibrida la loro caratteristica principale. A Milano, con un netto impulso durante la fase pandemica, gli spazi ibridi sono cresciuti e si sono affermati. E oggi possono essere valorizzati nelle politiche pubbliche se è vero che la città punta davvero a essere sempre più inclusiva e di prossimità.

Camminabilità e inclusione di genere

Le attività di pianificazione dei trasporti si stanno concentrando sempre di più sulla mobilità pedonale. Sebbene le caratteristiche individuali risultino avere un impatto significativo sulla percezione di camminabilità, le misure attualmente in vigore non considerano sufficientemente i bisogni delle donne. L’articolo mette in evidenza linee guida e studi aventi lo scopo di supportare l'inclusione di genere nella progettazione dei futuri servizi di trasporto.

Sei lezioni dalle città del 2023

Il testo prende in esame sei lezioni apprese dalle presentazioni di Abitare il Vortice nelle città italiane nel 2023. 1) L’abitare si è posto ovunque al centro della discussione sulle città, e non se ne andrà 2) Il cambio di passo nella lotta alla gentrificazione 3) L’egemonia incontrastata dell’overtourism 4) C’è una domanda sempre più diffusa di città 5) C’è una sete enorme di sapere pubblico e condiviso sulla città 6) C’è una domanda pervasiva di nuovi immaginari urbani.