Tag: Residenze

Non è un paese per giovani: il mercato della casa nelle città universitarie

La crescente mobilità studentesca, combinata con le difficoltà economiche delle famiglie e l’insostenibilità del mercato delle locazioni, proprio nelle città universitarie dove si concentra il maggior numero di studenti fuori sede, richiama l’urgenza di un allineamento strategico tra tutti i livelli di governo, le università e gli operatori immobiliari per porre al centro l’analisi del bisogno abitativo che non trova soddisfazione sul mercato, così come l’individuazione di una molteplicità di strumenti ai quali assegnare risorse per garantire il diritto all’abitare come componente del diritto allo studio

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Territori longevi. I numeri parlano, la geografia anche

La demografia italiana è una geografia di divari. Le medie nazionali su longevità, fecondità ed età media restituiscono solo una parte del fenomeno: Nord e Mezzogiorno, aree urbane e aree interne, comuni capoluogo e territori rurali seguono traiettorie diverse. Spopolamento, mobilità dei giovani, attrattività dei residenti stranieri e accesso ai servizi modificano le condizioni di vita dei territori e la loro capacità di progettare il futuro. La longevità non è solo un dato da gestire: diventa una chiave per ripensare la vecchiaia come tempo di vita attivo e per progettare servizi, welfare e forme dell’abitare più aderenti ai territori.

L’inverno demografico in Italia: la domanda sociosanitaria che cambia

Negli ultimi decenni l’Italia è interessata da un progressivo calo demografico, segnato da bassi tassi di natalità, aumento dell’età media e riduzione della forza lavoro attiva. L’“inverno demografico” non è un evento improvviso, ma l’esito di dinamiche strutturali e culturali consolidate nel tempo. L’aumento dell’aspettativa di vita accentua l’invecchiamento della popolazione, con effetti sul sistema previdenziale, sul welfare, sul potenziale produttivo e sull’equilibrio territoriale.

La longevità fragile: le persone anziane non autosufficienti

L’invecchiamento della popolazione rappresenta uno dei fenomeni demografici più rilevanti delle società contemporanee. Quando la longevità si accompagna a disabilità, malattie croniche o limitazioni funzionali, cresce il rischio di non autosufficienza, ossia la perdita di autonomia nelle attività essenziali della vita quotidiana. In una società longeva, la non autosufficienza si affaccia come una problematica complessa e multidimensionale, con impatti significativi sulla salute pubblica e sulla sostenibilità del sistema socio-assistenziale e sanitario.

La spesa sociale in Italia: il ruolo dei comuni

I dati Istat indicano che la spesa sociale in Italia, al netto delle pensioni, ammonta a circa 110 miliardi di euro, mentre quella sanitaria raggiunge i 138 miliardi. Le amministrazioni locali, e in particolare i comuni, svolgono un ruolo centrale nell’erogazione dei servizi sociali territoriali, con marcate differenze regionali e demografiche in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione.

Politicizzare la “restanza”

La marginalizzazione delle aree interne non è un esito di dinamiche naturali, bensì il risultato di politiche pubbliche urbanocentriche, che hanno aumentato le disuguaglianze territoriali. Per invertire le tendenze servono sguardi nuovi, dare voce ai residenti, a chi è restato e a chi è tornato a vivere in altura, ascoltare chi vuole partire, gli innovatori, quanti manutengono e rafforzano le relazioni e l’economia minuta dei paesi. Sul piano delle politiche, bisogna superare la normatività del tot e costruire nuove forme di intervento pubblico attente alle persone nei singoli luoghi.