Il Comune di Milano nel 2022 istituisce in via sperimentale un Elenco qualificato di spazi ibridi denominato Rete spazi ibridi della Città di Milano che conta attualmente 20 soggetti selezionati da un’apposita commissione di valutazione mediante un Avviso pubblico aperto. Nell’intervista che segue Annibale D’Elia, Direttore di Progetto di Economia Urbana, Moda e Design del Comune di Milano, - da diversi anni impegnato nell’innovazione delle politiche pubbliche - ci racconta quali motivi hanno spinto l’amministrazione pubblica a sostenere una rete di soggetti gestori di spazi ibridi.
mare culturale urbano è un progetto di rigenerazione urbana a base culturale nato nella periferia del Municipio 7 di Milano e attualmente diffuso in altri tre quartieri, per proporre un nuovo e migliore stile di vita cooperativo e solidale che ripensi alla cultura, al benessere collettivo e al senso civico degli abitanti della zona. Riconosciuto dal magazine Artribune nel 2019 come il miglior spazio ibrido di Milano, mare culturale urbano si è impegnato a rigenerare la storica cascina Torrette di Trenno del ‘600, rendendola un punto d’incontro per la comunità della periferia ovest di Milano e una piazza aperta a tutta la città in cui partecipare a eventi e ad attività accessibili a tutti.
La crisi europea non è solo geopolitica: si manifesta nei territori, nelle città e negli spazi dell’abitare. Qui si misura la tenuta democratica dell’Europa. L’articolo propone un Piano B che parte dai territori, ripensando rigenerazione urbana, housing ed economia sociale come infrastrutture democratiche. Non mitigare gli effetti dello sviluppo, ma progettare ex ante un’economia pubblica capace di produrre valore condiviso.
In anni recenti molti esponenti del mondo accademico e tra i policy makers si sono schierati contro la narrazione dominante che le zone marginali siano destinate ad un inesorabile destino di abbandono e lenta scomparsa. Esistono in realtà alcuni territori, che abbiamo definito ‘vibranti’, capaci di resistere alla tendenza allo spopolamento adattandosi alla loro perifericità. Comprendere quali siano gli elementi esogeni, o quali le risorse endogene su cui hanno fatto perno, diviene un importante fattore di conoscenza per chi ha la responsabilità di proporre strumenti per promuovere la coesione territoriale e ridurre le disparità territoriali.
La coesione territoriale è una priorità del PNRR: si prevede di riservare alle regioni meridionali il 40% delle risorse “territorializzabili”; tuttavia, i requisititi richiesti di bandi e la capacità di progettazione della PA possono vanificare questi propositi.
L’articolo, di fronte al complesso quadro di crisi sociale e abitativa che caratterizza le città, evidenzia la necessità di interventi concreti e di una nuova prospettiva politica per affrontare le sfide urbane attuali e mitigare la deriva neoliberista. Tra queste: la ridefinizione dell'alloggio sociale come servizio di interesse generale e l'elaborazione di un Piano Casa Nazionale che preveda il significativo aumento del numero di alloggi di ERP e ERS pubblico per rispondere alla crescente domanda.
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