Tag: Rilancio economico

Backshoring: una vera strategia di rilancio per le regioni Europee?

Il backshoring si configura come una strategia chiave per il rilancio dell’economia europea, e a sostegno delle criticità dell’economia europea evidenziate dal Rapporto Draghi (2024). All’interno del progetto Horizon TWIN SEEDS sono state sviluppate molte analisi volte alla comprensione dell’impatto del backshoring sulle dinamiche occupazionali, sulla crescita e sulle disparità regionali. Il risultato è molto chiaro: il rientro delle attività industriali in Europa favorisce crescita e occupazione in modo territorialmente disomogeneo, un processo che porta ad un deterioramento della disparità tra regioni e, all’interno di esse, della distribuzione del reddito tra gruppi di individui e tra fattori produttivi. Il rischio di accentuazione delle disuguaglianze rende imprescindibile l’adozione di politiche di supporto volte a mitigare gli effetti negativi e a garantire una transizione equilibrata.

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L’accettazione sociale della transizione energetica

Il raggiungimento degli obiettivi fissati dal PNIEC 2023 implica una significativa accelerazione nello sviluppo di nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili. Tuttavia, il percorso della transizione energetica in Italia risulta ancora rallentato non solo da vincoli normativi e procedurali, ma anche da criticità di natura sociale e territoriale. In questo quadro, l’accettazione sociale emerge come un fattore chiave per il successo delle politiche energetiche. La pianificazione e localizzazione dei nuovi impianti richiedono pertanto un approccio integrato, capace di considerare le caratteristiche dei contesti locali, le aspettative delle comunità insediate e le dinamiche socio-demografiche dei territori coinvolti. Promuovere processi partecipativi efficaci e inclusivi diventa così una condizione necessaria per garantire una transizione energetica equa, condivisa e socialmente sostenibile.

La sfida della transizione energetica e le barriere alla diffusione delle rinnovabili

Alla luce degli ambiziosi obiettivi europei di decarbonizzazione, un intervento pubblico è quanto mai fondamentale per sostenere adeguati investimenti in rinnovabili. Interpretare tale necessità solo in chiave monetaria sarebbe tuttavia riduttivo. Grazie allo sviluppo tecnologico, le rinnovabili sono una opzione competitiva e conveniente. Ciononostante, la loro diffusione risulta tuttora sottodimensionata rispetto ai target europei. Il problema non è solo finanziario, ma regolatorio. Definire un quadro istituzionale e legislativo chiaro, coerente e tempestivo rappresenta un elemento cruciale alla transizione energetica. Una transizione che deve necessariamente guadagnarsi il consenso sociale delle comunità locali.

Il settore fotovoltaico in Italia

Negli ultimi dieci anni, il settore fotovoltaico ha acquisito un ruolo significativo tra le fonti rinnovabili, mostrando però marcate differenze di sviluppo tra il nord e il sud dell'Italia. Nonostante il maggiore potenziale energetico del sud, il nord del paese registra una diffusione più elevata di impianti fotovoltaici, sia a livello privato che industriale. Questa disparità può essere attribuita a fattori come il reddito delle famiglie e la vivacità del mercato immobiliare, che risultano più favorevoli nelle regioni settentrionali.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili come strumento di transizione energetica

Tra gli auspicabili modelli di transizione energetica, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sembrano assumere una particolare importanza. Pertanto le regioni italiane si stanno impegnando nello sviluppo di tale modello. Alcune regioni sono più avanti nel recepimento della normativa europea, altre più indietro. Obiettivo delle CER è favorire processi partecipati di transizione ecologica e fornire vantaggi sociali, ambientali ed economici alle aree locali.

Le fonti energetiche rinnovabili e i loro ostacoli nelle regioni italiane

La transizione energetica in Italia è fondamentale per ridurre le emissioni di gas serra. Tuttavia, nonostante l'obiettivo dell'UE di raggiungere il 42,5% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, l'Italia ha raggiunto solo il 19,1% nel 2022, al di sotto della media europea. Le disparità regionali, gli ostacoli burocratici e la scarsa accettazione sociale frenano lo sviluppo delle rinnovabili. Serve una regolamentazione più efficace e un maggiore coinvolgimento delle comunità locali.