Il PNRR ha rappresentato un punto di svolta per l’organizzazione dei servizi sanitari territoriali, ponendo al centro il concetto di salute di prossimità come risposta strutturale alle disuguaglianze e alla frammentazione dell’assistenza. La Missione 6 ha definito un nuovo modello orientato alla prevenzione, alla gestione delle cronicità e al rafforzamento della rete territoriale, con l’obiettivo di avvicinare i servizi ai cittadini e ridurre il ricorso evitabile all’ospedale.
In particolare, la Componente 1 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” della Missione 6 conta, alla data del 30 giugno 2025, più di 2.700 progetti, con un finanziamento PNRR pari a 6,96 miliardi (Tabella 1). La Misura con le assegnazioni maggiori è la “Casa come primo luogo di cura e telemedicina” (oltre 3,9 miliardi di euro su 949 interventi, per un importo medio a progetto pari a 4,1 milioni di euro), seguita dalla Misura relativa alle Case della Comunità (circa 2 miliardi di euro) e da quella per gli Ospedali di Comunità (circa 1 miliardi di euro).
| Misure | N. progetti | Finanziamento PNRR (euro) |
| Casa come primo luogo di cura e telemedicina | 949 | 3.960.116.810 |
| Case della Comunità e presa in carico della persona | 1415 | 1.999.953.084 |
| Rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture (Ospedali di Comunità) | 428 | 999.996.864 |
| Totale M6C1 | 2792 | 6.960.066.758 |
Fonte: elaborazione IFEL-Area Studi e Statistiche Territoriali su dati Italia Domani pubblicati il 4 agosto 2025
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Le Case e gli Ospedali di Comunità, insieme all’assistenza domiciliare potenziata, costituiscono l’infrastruttura attraverso cui rendere operativa la prossimità. Tuttavia, gli investimenti strutturali non sono stati pensati solo per realizzare nuovi spazi, ma per ripensare l’intero processo di presa in carico, promuovendo integrazione, continuità assistenziale e utilizzo intelligente delle tecnologie digitali, come previsto dal Decreto n. 77/2022 “Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale”.
Il PNRR richiede che sanità e servizi sociali lavorino insieme, superando la logica delle risposte isolate. La salute di prossimità, infatti, implica la costruzione di reti locali capaci di valorizzare professionisti, comunità e terzo settore, con un’attenzione particolare alle aree interne, dove la fragilità demografica rende indispensabile un modello flessibile e capillare.
Le Botteghe della Comunità rappresentano un modello gestionale innovativo e unico in Italia, ideato dall’ASL di Salerno, integrando le risorse della Missione 6, della Missione 5 del PNRR e della Strategia delle Aree Interne (SNAI), proprio per rispondere ai bisogni sociosanitari dei cittadini che vivono nelle aree interne. La prima Bottega è stata inaugurata ufficialmente nel novembre 2023, partendo da un piccolo comune campano di circa 200 abitanti e si è via via estesa fino a coinvolgere tutte le 29 amministrazioni locali aderenti alla sperimentazione, per un bacino di 28mila utenti.
Numerosi enti istituzionali hanno partecipato e continuano a collaborare al progetto, tra cui Regione Campania, AGENAS, Federsanità, ANCI, IFEL-Fondazione ANCI, le amministrazioni comunali, l’Università di Salerno, il Servizio Civile Universale, gli Ambiti Sociali, le Comunità Montane e l’Ente Parco.
Ogni Bottega integra e sostiene le attività dei medici di medicina generale e delle cure primarie configurandosi come un punto di assistenza sociosanitaria di prossimità dove opera un infermiere, affiancato dagli altri professionisti del territorio: operatori dei servizi sociali del comune o dell’Ambito Sociale, assistenti sociali e farmacisti rurali, oltre ai volontari del servizio civile e ai city competent, che svolgono funzioni di ponte tra cittadini, servizi sanitari e servizi sociali.
Oltre alle visite in presenza presso la Bottega HUB, è previsto anche un monte ore di telemedicina per seguire le principali malattie croniche (come diabete, patologie cardiovascolari, respiratorie, cerebrovascolari, demenze e altre fragilità tipiche della popolazione anziana).
Conoscere in modo approfondito la popolazione del territorio è fondamentale per garantire una presa in carico adeguata, calibrata sui bisogni clinici e socioassistenziali. Su questo fronte l’ASL di Salerno ha ideato e sperimentato una stratificazione sociosanitaria, attraverso il programma “Personas”, che definisce profili-tipo di utenti basandosi sui dati e sulle evidenze disponibili. Questo strumento consente di identificare fragilità e vulnerabilità e di conseguenza progettare servizi e interventi concreti e mirati per i piccoli comuni delle aree interne e rurali, dove l’età media è tra le più alte del Paese.
Il modello delle Botteghe della Comunità si configura come un esempio di buona pratica replicabile, non solo limitatamente alle aree interne, ma anche per le aree urbane: l’unione tra la stratificazione del rischio prevista dal DM 77/2022 e la valutazione dei bisogni sociali permette di ottenere uno strumento indispensabile anche per molte zone urbane dove, pur in presenza di un’offerta più ampia di servizi sociali e sanitari, spesso si interviene solo quando il problema è già evidente, ossia senza una programmazione oggettiva elaborata sulla conoscenza dei numeri e delle necessità effettive.
La prossimità indica una grande vicinanza geografica e temporale, ma anche relazionale. Perché questo concetto abbia valore in sanità, è necessario ripensare la programmazione dei servizi per evitare la creazione di strutture poco utilizzate o inefficaci, considerando anche gli importanti investimenti in corso. Prima di costruire nuove Case della Comunità, occorre sviluppare un sistema di welfare capace non solo di rispondere ai bisogni, ma di anticiparli. Prossimità significa quindi rimettere al centro persone, relazioni e territori, andando oltre le singole prestazioni e lavorando sulle comunità.
Approfondimenti
- Cittadinanzattiva (2025) “Consegnati i premi per la quarta edizione di “Chi l’ha fatto?”, il contest dedicato alle aree interne del Paese”
- AGENAS (2025) “Report DM 77/2022 – I semestre 2025“
- IFEL e Federsanità (2025), “Salute e territorio. I servizi sociosanitari dei comuni italiani – Rapporto 2026”


