14 Settembre, 2026

La spesa sociale in Italia: il ruolo dei comuni

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Secondo i dati Istat ufficiali più recenti a disposizione, la spesa sociale in Italia, al netto delle pensioni, ammonta a poco meno di 110 miliardi di euro, mentre la spesa sanitaria raggiunge i 138 miliardi (Tabella 1). Questi valori, elaborati a partire dai Conti Nazionali Istat relativi all’annualità 2023, evidenziano l’importanza strategica dei due ambiti, non solo in termini di impatto economico, ma anche di coesione sociale e tutela dei diritti fondamentali.

Tabella 1 – Spesa sociale (al netto delle pensioni) e spesa sanitaria (milioni di euro) in Italia, 2023.
*La spesa per “Protezione sociale” (aggregato COFOG G100) è pari a 449.597 milioni. Il dato è qui esposto al netto della spesa pensionistica, identificata nella classificazione come la somma tra i due aggregati “Vecchiaia” (G1002) e “Superstiti” (G1003) e pari a 341.288 milioni.
**Il valore della spesa sanitaria si riferisce alla spesa per Salute e Sanità (aggregato COFOG G070).
Fonte: elaborazione IFEL e REF Ricerche su dati Istat, 2025

Nel settore sanitario, quasi tutta la spesa è in capo alle amministrazioni locali, con particolare riferimento alle aziende sanitarie e ospedaliere, responsabili della fornitura di prestazioni sanitarie e sociosanitarie, finanziate in larga parte attraverso il Fondo Sanitario Nazionale (FSN). Alle amministrazioni locali sono ascrivibili circa 135 miliardi di euro.

Nell’ambito sociale, gli enti di previdenza (es. INPS) assorbono la quota maggiore, con circa 83 miliardi destinati a trasferimenti monetari alle famiglie, quali pensioni di invalidità, l’indennità di accompagnamento e i sostegni alla disoccupazione. Le amministrazioni centrali contribuiscono con 14,4 miliardi, mentre le amministrazioni locali gestiscono circa 11,2 miliardi, destinati a servizi sociali territoriali e interventi di prossimità. Alla spesa delle amministrazioni locali concorrono principalmente i comuni. Nel 2022 la spesa dei comuni per il sociale è stata pari a 10,9 miliardi di euro (Istat, 2025). Il dato si riferisce agli impegni correnti, comprensivi delle compartecipazioni al costo da parte dell’utenza e del SSN. La spesa sociale dei comuni al netto di tali compartecipazioni è pari a 8,86 miliardi di euro, pari allo 0,46% del PIL, il 5,8% in più rispetto al 2021.

La spesa dei comuni per i servizi sociali, al netto dei servizi educativi per la prima infanzia, si attesta a 7,5 miliardi di euro.

Nel 2022 la spesa dei comuni per i servizi sociali per abitante è pari a 150 euro (era di 114 euro pro capite nel 2013) con differenze molto ampie a livello regionale: si va dai 38 euro pro capite della Calabria ai 433 euro per abitante del Trentino-Alto Adige (Figura 1). Va ricordato che la spesa comunale relativamente bassa del Veneto dipende in parte da un maggiore livello di integrazione con i servizi sanitari che assicurano prestazioni non finanziate dai comuni singoli o associati.

Figura 1 – Spesa media dei comuni (singoli e associati) per i servizi sociali (euro pro capite), per regione, 2022
Fonte: elaborazione IFEL-Area Studi e Statistiche Territoriali su dati Istat, 2025

Differenze ampie si rilevano anche per classe di ampiezza demografica e tipologia di comune: la spesa media pro capite è più contenuta nei comuni fino a 2.000 abitanti (116 euro), per poi crescere progressivamente fino a 196 euro per abitante nei comuni che superano i 50.000 residenti. In parallelo, il dato medio nelle aree interne si attesta a 122 euro contro i 158 euro dei centri.

Combinando i dati per classe demografica e ripartizione geografica, il valore varia da un minimo di 51 euro nei comuni fino a 2.000 abitanti del Sud a un massimo di 292 euro nei grandi comuni, con oltre 50.000 abitanti, del Nord-Est.

Tabella 2 – Spesa media dei comuni (singoli e associati) per i servizi sociali (euro pro capite), per ripartizione geografica, classe demografica e tipologia di comune, 2022.
Fonte: Istat, 2025

È utile ricordare che i dati Istat 2022 considerano ancora solo in parte le risorse introdotte per finanziare gli obiettivi di servizio in campo sociale, in progressiva crescita tra il 2021 e il 2030. I loro effetti, oltre a sostenere l’aumento della spesa sociale comunale, potranno favorire un parziale riequilibrio a favore delle aree meno dotate.

Rispetto alle aree di utenza dei servizi sociali comunali, nel 2022 le risorse sono destinate prevalentemente ai minori e alle famiglie con figli (37,3%), alle persone con disabilità (27,5%) e agli anziani (14,8%), ossia ai residenti che abbiano compiuto almeno 65 anni di età (Figura 2). Con riferimento agli utenti anziani, in linea con il progressivo invecchiamento della popolazione, nel 2022 la spesa sociale dei comuni cresce rispetto all’anno precedente, passando da 1,26 a 1,31 miliardi di euro.

Figura 2 Composizione percentuale della spesa dei comuni (singoli e associati) per i servizi sociali, per area di utenza, 2022.
Fonte: elaborazione IFEL-Area Studi e Statistiche Territoriali su dati Istat, 2025

Approfondimenti

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