Secondo i dati Istat ufficiali più recenti a disposizione, la spesa sociale in Italia, al netto delle pensioni, ammonta a poco meno di 110 miliardi di euro, mentre quella sanitaria raggiunge i 138 miliardi (Tabella 1). Questi valori, elaborati a partire dai Conti Nazionali Istat relativi all’annualità 2023, evidenziano l’importanza strategica dei due ambiti, non solo in termini di impatto economico, ma anche di coesione sociale e tutela dei diritti fondamentali.
| Settore Sociale (netto pensioni)* | Settore Sanità** | |
| Amministrazioni centrali | 14.372 | 2.634 |
| Amministrazioni locali | 11.229 | 135.180 |
| Enti di previdenza | 82.708 | 458 |
| Totale PA | 108.309 | 138.272 |
*La spesa per “Protezione sociale” (aggregato COFOG G100) è pari a 449.597 milioni. Il dato è qui esposto al netto della spesa pensionistica, identificata nella classificazione come la somma tra i due aggregati “Vecchiaia” (G1002) e “Superstiti” (G1003) e pari a 341.288 milioni.
**Il valore della spesa sanitaria si riferisce alla spesa per Salute e Sanità (aggregato COFOG G070).
Fonte: elaborazione IFEL e REF Ricerche su dati Istat, 2025
Di questi aggregati, nel settore sanitario, quasi tutta la spesa è in capo alle amministrazioni locali, con particolare riferimento alle aziende sanitarie e ospedaliere, il cui ruolo attiene la fornitura di prestazioni sanitarie e sociosanitarie e al cui finanziamento concorre perlopiù il Fondo Sanitario Nazionale (FSN). Sono 135 i miliardi ascrivibili alle amministrazioni locali.
Nell’ambito sociale, gli enti di previdenza (es. INPS) assorbono la quota maggiore, con circa 83 miliardi destinati a trasferimenti monetari alle famiglie (quali pensioni di invalidità, l’indennità di accompagnamento e i sostegni alla disoccupazione). Le amministrazioni centrali contribuiscono con 14,4 miliardi, mentre le amministrazioni locali gestiscono circa 11,2 miliardi, destinati a servizi sociali territoriali e interventi di prossimità. Alla spesa delle amministrazioni locali concorrono principalmente i comuni. Nel 2022 la spesa dei comuni per il sociale è stata pari a 10,9 miliardi di euro (Fonte: “Istat, La spesa dei comuni per i servizi sociali – Anno 2022”). Il dato si riferisce agli impegni correnti, comprensivi delle compartecipazioni al costo dell’utenza e del SSN. La spesa sociale dei comuni al netto di tali compartecipazioni è pari a 8,86 miliardi di euro, pari allo 0,46% del PIL, il 5,8% in più rispetto al 2021.
La spesa dei comuni per i servizi sociali, al netto dei servizi educativi per la prima infanzia, si attesta a 7,5 miliardi di euro.
Nel 2022 la spesa dei comuni per i servizi sociali per abitante è pari a 150 euro (era di 114 euro pro capite nel 2013) con differenze molto ampie a livello regionale: si va dai 38 euro pro capite della Calabria ai 433 euro per abitante del Trentino-Alto Adige (Figura 1). Va qui ricordato che la spesa comunale relativamente bassa del Veneto dipende in parte dal regime di maggiore integrazione con i servizi sanitari che assicurano prestazioni non finanziate dai comuni singoli o associati.

Fonte: elaborazione IFEL-Area Studi e Statistiche Territoriali su dati Istat, 2025
Differenze ampie si rilevano anche per classe di ampiezza demografica e tipologia di comune: la spesa media pro capite è più contenuta nei comuni fino a 2mila abitanti (116 euro), per poi crescere progressivamente fino a 196 euro per abitante nei comuni che superano i 50mila residenti. In parallelo il dato medio nelle aree interne si attesta sui 122 euro contro i 158 euro dei centri.
Combinando i dati per classe demografica e per ripartizione geografica il dato varia da un minimo di 51 euro nei comuni piccolissimi del Sud ad un massimo di 292 euro dei grandi comuni (oltre 50.000 ab.) del Nord-Est.
| Ripartizione geografica | Classe di ampiezza demografica comunale (n. abitanti) | Tipo di comune | Totale | ||||
| Fino a 2.000 | 2.001-20.000 | 20.001-50.000 | Oltre 50.000 | Centri | Aree interne | ||
| Nord-Ovest | 101 | 136 | 156 | 224 | 167 | 120 | 162 |
| Nord-Est | 220 | 169 | 166 | 292 | 201 | 235 | 207 |
| Centro | 90 | 115 | 141 | 212 | 176 | 118 | 165 |
| Sud | 51 | 62 | 80 | 102 | 82 | 70 | 78 |
| Isole | 235 | 146 | 124 | 142 | 161 | 124 | 144 |
| ITALIA | 116 | 126 | 130 | 196 | 158 | 122 | 150 |
Fonte: Istat, 2025
È utile ricordare come i dati Istat 2022 considerino ancora molto parzialmente le risorse introdotte per finanziare gli obiettivi di servizio in campo sociale (in progressiva crescita tra il 2021 e il 2030), i cui effetti, oltre a sostenere la tendenza all’aumento della spesa sociale comunale, permetteranno un parziale riequilibrio a favore delle aree meno dotate.
Rispetto alle aree di utenza dei servizi sociali comunali, nel 2022 le risorse sono destinate prevalentemente ai minori e alle famiglie con figli (37,3%), alle persone con disabilità (27,5%) e agli anziani (14,8%), ossia ai residenti che abbiano compiuto almeno 65 anni di età (Figura 2). Con riferimento agli utenti anziani, in linea con il progressivo invecchiamento della popolazione, si rileva che proprio nel 2022 il dato della spesa sociale dei comuni cresce rispetto all’anno precedente, passando da 1,26 miliardi di euro a 1,31 miliardi.

Fonte: elaborazione IFEL-Area Studi e Statistiche Territoriali su dati Istat, 2025
Approfondimenti
- Corte dei Conti (2025), “Relazione sulla spesa sociale negli enti territoriali. Esercizi 2019-2024”;
- IFEL e Federsanità (2025), “Salute e territorio. I servizi sociosanitari dei comuni italiani – Rapporto 2026”;
- ISTAT (2025), “La spesa dei Comuni per i servizi sociali – Anno 2022”;
*Il lavoro riflette esclusivamente le opinioni delle autrici senza impegnare la responsabilità delle Istituzioni di appartenenza.


