Nonostante i risultati positivi di questi ultimi anni in termini di impianti installati, l’Italia rischia di non rispettare gli obiettivi sfidanti contenuti nel PNIEC 2030, che prevedono il raggiungimento di 131 GW di potenza rinnovabile installata nel 2030. La realizzazione di nuovi impianti rinnovabili, soprattutto eolici e fotovoltaici, affronta diversi ostacoli di natura burocratica e sociale, questi ultimi espressi tramite il dissenso delle comunità locali.
Per riferirsi ai fenomeni di opposizione locale alle nuove infrastrutture rinnovabili viene spesso utilizzato il termine “NIMBY”, acronimo inglese per “Not In My Backyard”, cioè “non nel mio giardino” che descrive le situazioni in cui le persone riconoscono l’utilità generale di un progetto, ma si oppongono alla sua realizzazione nel proprio territorio, temendone rischi e impatti. In termini economici, significa che i residenti sopporterebbero i costi mentre i benefici sarebbero distribuiti all’intera collettività nazionale. È ampiamente riconosciuto che i benefici delle energie rinnovabili, quali la riduzione della dipendenza energetica, la diminuzione delle emissioni di gas serra e l’abbassamento dei costi per i consumatori, si manifestano su scala nazionale e internazionale, mentre i costi legati alla loro realizzazione, come l’impatto sul paesaggio, la perdita di terreni agricoli e l’occupazione del suolo, gravano soprattutto sulle comunità locali, che subiscono direttamente le conseguenze di tali interventi. Tuttavia, ridurre l’opposizione locale al solo NIMBY è superficiale, riduttivo e rischierebbe di dare l’idea che gli oppositori siano solo egoisti e disinformati, svalutando al contempo le loro diverse motivazioni, spesso legittime, e privilegiando soluzioni economiche come compensazioni, interpretate come un modo per mettere a tacere il dissenso. L’accettazione comunitaria, così come definita da Wüstenhagen et al. (2007), amplifica questa prospettiva mirando ad una comprensione profonda dei fattori e delle motivazioni culturali e ambientali che influenzano le opinioni dei cittadini residenti nelle comunità coinvolte.
Secondo la letteratura sul tema, sono diversi i fattori alla base del consenso locale alle nuove infrastrutture rinnovabili, tra questi la percezione di giustizia procedurale e distributiva. La giustizia distributiva si riferisce ad un’equa distribuzione di costi e benefici, mentre la giustizia procedurale si riferisce a un equo processo decisionale di pianificazione e costruzione di un impianto. Per la realizzazione del principio di giustizia distributiva, alle comunità locali direttamente interessate sono offerti meccanismi di compensazione, ad esempio fondi per iniziative educative, finanziamenti per la realizzazione di infrastrutture locali, finanziamenti per progetti di sviluppo territoriale o di efficienza energetica, riduzioni in bolletta elettrica o compensazioni ai comuni, così che i costi e i benefici derivanti dai progetti siano percepiti come equamente distribuiti tra le comunità interessate. Tuttavia, anche dove i benefici finanziari sono visti come un modo per contrastare l’opposizione locale ai progetti di energia rinnovabile, è importante affrontare anche le preoccupazioni non finanziarie dei residenti per garantire la percezione di equità dei risultati.
Parallelamente, la giustizia procedurale mira a garantire trasparenza, partecipazione attiva e coinvolgimento della popolazione durante tutte le fasi del progetto, dalla pianificazione all’implementazione. Questo implica qualità delle informazioni, trasparenza dei processi, fiducia nei promotori del progetto, rappresentanza degli stakeholder e controllo da parte dei cittadini. Questo approccio facilita l’integrazione delle energie rinnovabili nel contesto locale, riducendo conflitti e resistenze, promuovendo una maggiore accettazione dei progetti da parte della popolazione. Tali approcci non solo aiutano a ridurre i conflitti, ma migliorano significativamente l’accettazione sociale degli impianti, facilitando una migliore integrazione nel contesto locale.
Oltre alla componente di giustizia, diversi altri fattori sono alla base del consenso locale alle nuove infrastrutture energetiche quali le caratteristiche socio-economiche, demografiche, culturali dei cittadini coinvolti, nonché fattori geografici ed economici dei territori interessati. Altri elementi rilevanti includono la presenza di altri impianti nel territorio, la fiducia nelle istituzioni e nei soggetti responsabili della realizzazione e gestione dell’impianto, l’esperienza passata con progetti di energia rinnovabile sul territorio, in particolare riguardo alla trasparenza e alla partecipazione nelle fasi di localizzazione e pianificazione, così come aspetti specifici del progetto, come l’ubicazione e la grandezza degli impianti. Tutti fattori che non esistono in modo isolato, ma si influenzano a vicenda.
Diversi sono gli approcci rivolti a promuovere l’accettazione sociale alle rinnovabili, tra questi le compensazioni ambientali, quali gli sconti in bolletta, che permettono di coprire le esternalità negative percepite dai cittadini direttamente coinvolti e il crowdfunding che permette di coinvolgere direttamente gli attori del territorio, consentendo loro di partecipare finanziariamente alla realizzazione degli impianti.
Alla luce di quanto discusso, per raggiungere gli obiettivi sfidanti delineati dal PNIEC 2030, oltre a superare gli ostacoli normativi e burocratici, è necessario migliorare l’accettabilità sociale delle rinnovabili, attraverso una maggiore partecipazione e coinvolgimento dei territori e lo sviluppo di modalità specifiche per compensare adeguatamente le comunità coinvolte, adottando un approccio che bilanci equità distributiva e trasparenza procedurale al fine di garantire un equilibrio tra esigenze globali e impatti locali.
Approfondimenti
- Ellis G., Schneider N., Wüstenhagen R. (2023), Editorial – Dynamics of social acceptance of renewable energy: An
- introduction to the concept, Energy Policy 181, 113706.
- Knauf, J. (2022). Can’t buy me acceptance? Financial benefits for wind energy projects in Germany. Energy Policy, 165.
- Sardaro, R., Faccilongo, N., Roselli, L., (2019). Wind farms, farmland occupation and compensation: evidences from landowners’ preferences through a stated choice survey in Italy. Energy Policy 133, 11088
- Vuichard, P., Broughel, A., Wüstenhagen, R., Tabi, A., Knauf, J., (2022). Keep it local and bird-friendly: exploring the social acceptance of wind energy in Switzerland, Estonia, and Ukraine. Energy Res. Social Sci. 88, 10250.
- Wüstenhagen R., Wolsink M., Bürer M. J. (2007). Social acceptance of renewable energy innovation: an introduction to the concept, Energy Policy 35, 2683-2691.


